mercoledì 29 Aprile 2026

Targhe storiche, quota 4.000 raggiunta in due anni

Da La Sintesi Online
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

(Adnkronos) – Il traguardo delle targhe storiche prodotte in Italia segna un passaggio significativo per il settore dei veicoli d’epoca. In due anni, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha raggiunto quota 4.000 unità, un risultato che testimonia la crescente attenzione verso la valorizzazione del patrimonio motoristico nazionale. 

Il dato non è solo numerico, ma rappresenta un indicatore concreto di come l’iniziativa, avviata alla fine del 2023, abbia trovato riscontro tra collezionisti e appassionati. La prima targa storica è stata rilasciata nel febbraio 2024, dando avvio a un percorso che oggi si consolida grazie a una domanda in aumento e a procedure progressivamente migliorate. 

 

Il progetto delle targhe storiche si distingue per una produzione che mantiene caratteristiche quasi artigianali, pur raggiungendo volumi sempre più rilevanti. Questo equilibrio tra qualità e numeri è uno degli elementi che contribuiscono al valore dell’iniziativa. 

Parallelamente, sono state introdotte modifiche alle modalità di richiesta, con l’obiettivo di semplificare l’accesso al servizio e renderlo più efficiente. Un aspetto che potrebbe favorire un ulteriore incremento delle domande nei prossimi mesi, rafforzando il sistema nel suo complesso.  

Determinante anche il ruolo delle associazioni di settore, che hanno sostenuto il progetto sin dalle fasi iniziali, contribuendo a diffondere la cultura del veicolo storico e a consolidare il dialogo con le istituzioni. L’impegno condiviso ha permesso di arrivare a un sistema oggi pienamente operativo. 

Guardando avanti, resta aperta la questione legata ai ciclomotori, che al momento non possono accedere alla certificazione di interesse storico. Un nodo che, se risolto, potrebbe ampliare ulteriormente il bacino degli appassionati coinvolti, dando nuova spinta a un’iniziativa già in crescita. 

motori

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata