giovedì 13 Agosto 2026

HONOR D1, il robot umanoide che corre 21 km in 50 minuti

Di La Sintesi Online
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() – Durante la Beijing Yizhuang Half-Marathon 2026, un robot umanoide ha stabilito un nuovo riferimento per l’intelligenza incarnata (Embodied AI), completando il percorso di 21,0975 km in 50 minuti e 26 secondi. Il risultato ottenuto da HONOR D1 supera il umano di categoria (57:20), evidenziando un progresso tecnologico che vede la navigazione autonoma e l’equilibrio dinamico come nuovi standard per la robotica di servizio. 

L’ingresso di HONOR nel campo della robotica è il risultato di una strategia denominata “Alpha Plan”. Questo approccio mira a trasferire un decennio di innovazioni mobili, dalla gestione energetica alla comprensione spaziale, in strutture fisiche. HONOR D1, alto 169 cm, utilizza infatti un sistema di raffreddamento a liquido da 4 L/min derivato dall’ingegneria termica degli , necessario per mantenere i motori a temperatura costante durante lo sforzo prolungato della corsa. 

Sotto il profilo meccanico, il dispositivo è equipaggiato con 159 componenti strutturali metallici e moduli articolari di generare una coppia massima di 600 Nm. Tale hardware ha permesso alla macchina di gestire in autonomia collisioni e irregolarità del percorso senza interventi esterni, confermando l’efficacia dei su strada che hanno coperto oltre 2.000 km di percorrenza reale in soli sette mesi. 

 

 

 

L’obiettivo di questa transizione non è limitato alle performance atletiche. La filosofia sottostante, definita Augmented Human Intelligence (AHI), punta a una “Three-Brain Synergy” che integra intelligenza personale, universale ed edge. L’idea è quella di creare un unificato in cui i IA non siano più confinati allo schermo di uno smartphone, ma possano manifestarsi nel mondo reale sotto forma di supporto industriale o compagnia domestica. 

Mentre l’industria si prepara al debutto di nuove di smartphone, come la serie HONOR 600 in Europa, il successo di questi prototipi robotici suggerisce che l’ecosistema dell’elettronica di sia la base più solida per la produzione di massa di robot orientati ai servizi. “La domanda non è cosa possa fare l’AI, ma cosa debba fare”, una visione che sposta il focus dall’abilità tecnica al valore d’uso per l’utente finale. 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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