giovedì 13 Agosto 2026
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Ernesto Maria Ruffini prepara una nuova forza per il centrosinistra

Il movimento Più Uno si prepara a trasformarsi in un nuovo soggetto politico il 10 ottobre a Roma, con l’obiettivo di costruire un centrosinistra più ampio e partecipato ispirato allo spirito dell’Ulivo

Di Redazione
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Ernesto Maria Ruffini prepara un nuovo passaggio nella sua esperienza politica. L’ direttore dell’Agenzia delle Entrate ha indicato nel 10 ottobre una data centrale per il futuro di , il movimento nato attorno alla sua iniziativa e ormai impegnato in un percorso di organizzazione nazionale. Quel giorno, a Roma, il progetto dovrebbe compiere il salto verso un nuovo soggetto politico, dopo mesi di iniziative, incontri territoriali e discussioni sulla costruzione di una proposta alternativa per il centrosinistra. Il progetto guarda in particolare all’esperienza del primo Ulivo, non come semplice elettorale o come somma di sigle, ma come modello politico capace di mettere insieme culture diverse attorno a una visione condivisa del Paese.

La scelta di Ruffini arriva al termine di un percorso che ha portato Più Uno a rafforzare progressivamente la propria presenza sul territorio. Il movimento ha avviato comitati e coordinamenti in diverse aree italiane e continua a puntare sulla partecipazione diretta dei cittadini. A luglio, per esempio, la rete territoriale si è ulteriormente ampliata nell’Alto Milanese con la nascita di un coordinamento che riunisce i comitati di Legnano e Castano Primo. L’iniziativa guarda proprio all’appuntamento romano del 10 ottobre, indicato come il momento nel quale Più Uno dovrebbe trasformarsi in un nuovo soggetto politico. La crescita organizzativa rappresenta quindi una delle basi sulle quali Ruffini intende costruire la fase successiva del progetto.

Il riferimento all’Ulivo e l’idea di un centrosinistra largo

Il punto politico centrale resta il richiamo all’Ulivo. Ruffini ha più volte sostenuto che il centrosinistra può tornare competitivo soltanto se riesce a proporre una visione comune, senza limitarsi alla ricerca di accordi tra gli attuali partiti. In questa prospettiva, l’idea non consiste nel creare artificialmente una nuova formazione di centro da collocare tra destra e sinistra. Il progetto di Più Uno si colloca infatti nell’area del centrosinistra e vuole allargarne il consenso attraverso un coinvolgimento maggiore della società civile. Ruffini ha chiarito questa impostazione già nei mesi scorsi, spiegando che Più Uno non intende rappresentare una terza posizione né diventare una struttura di collegamento tra schieramenti contrapposti.

Il modello evocato richiama quindi quello della stagione dell’Ulivo, quando forze politiche differenti riuscirono a condividere una proposta di senza cancellare le rispettive identità. Romano Prodi rappresenta, nella lettura di Ruffini, il principale riferimento di quella esperienza. L’obiettivo non consiste però nel riprodurre meccanicamente una formula del passato. Il nuovo progetto punta piuttosto a recuperare il metodo attraverso il quale l’Ulivo riuscì a costruire una comunità politica più larga, mettendo insieme sensibilità diverse e rivolgendosi anche a cittadini che non si riconoscevano pienamente nei partiti tradizionali. «I cittadini aspettano un progetto, non un nome», è il concetto che sintetizza l’impostazione attribuita a Ruffini nel confronto sul futuro del centrosinistra.

Più Uno punta sulla partecipazione e sull’uguaglianza

Accanto alla questione della collocazione politica, il progetto di Più Uno presenta una forte componente legata alla partecipazione. Ruffini considera infatti l’astensionismo uno dei problemi più seri della politica e sostiene che una nuova proposta non possa limitarsi a convincere gli elettori già presenti nel campo progressista. La sfida consiste anche nel recuperare il rapporto con chi ha smesso di votare, con chi non si sente rappresentato e con chi guarda con distanza alle organizzazioni politiche esistenti. Da questa impostazione nasce il concetto di “campo aperto”, contrapposto all’idea di un campo largo costruito esclusivamente attraverso l’ tra le forze già presenti sulla scena politica.

L’uguaglianza rappresenta un altro elemento centrale dell’identità di Più Uno. Il movimento ha indicato questo principio come una sorta di bussola per affrontare temi molto diversi tra loro, dalla scuola alla , dal lavoro alla sicurezza, dall’ambiente all’immigrazione, fino alla politica europea e alla pace. L’intenzione consiste nel costruire un progetto politico riconoscibile attraverso valori e obiettivi concreti, evitando che la nuova formazione nasca soltanto come risposta alle esigenze elettorali del centrosinistra. In questo senso, la trasformazione prevista per il 10 ottobre dovrebbe rappresentare non soltanto un cambio organizzativo, ma l’avvio di una fase politica più strutturata.

Il rapporto con il Pd e la distanza dalle operazioni centriste

La nascita del nuovo soggetto si inserisce inevitabilmente nel dibattito interno al centrosinistra e nel rapporto con il Partito Democratico. Ruffini ha espresso in più occasioni una posizione critica nei confronti dell’attuale configurazione del centrosinistra, sostenendo che il Pd abbia progressivamente perso parte della vocazione originaria legata alla costruzione di una forza ampia e plurale. Allo stesso tempo, il di Più Uno ha escluso l’idea di trasformare il proprio movimento in una semplice componente esterna destinata a sostenere il Pd. Il progetto punta invece a costruire una proposta autonoma, con una propria identità e una propria organizzazione, pur restando chiaramente nell’area del centrosinistra.

Anche il rapporto con le iniziative centriste rappresenta un punto delicato. A luglio, quando gli è stato chiesto del possibile coordinamento tra alcune forze di centro, Ruffini ha risposto di non essere a conoscenza dell’operazione. La posizione conferma la distanza tra il percorso di Più Uno e la costruzione di un soggetto centrista tradizionale. Il progetto guarda piuttosto a una forza progressista capace di parlare anche a elettori moderati senza trasformare il centro in una categoria politica separata. La scommessa consiste nel recuperare quello spazio politico che, secondo Ruffini, l’esperienza originaria dell’Ulivo riusciva a occupare proprio grazie alla capacità di riunire sensibilità differenti all’interno di una proposta comune.

Il 10 ottobre come appuntamento decisivo

Il 10 ottobre a Roma assume quindi un valore particolarmente significativo. In quella data Più Uno dovrebbe completare la trasformazione in un nuovo soggetto politico, dando una struttura più definita al percorso avviato da Ernesto Maria Ruffini. Nei mesi precedenti il movimento ha lavorato alla propria presenza territoriale, alla definizione dei valori di riferimento e alla costruzione di una rete capace di coinvolgere cittadini e realtà locali. L’appuntamento servirà a verificare quanto questa struttura sia riuscita a consolidarsi e quale forma assumerà concretamente il progetto.

La partita politica resta comunque più ampia della sola nascita di una nuova organizzazione. Ruffini dovrà dimostrare che il richiamo all’Ulivo può tradursi in una proposta contemporanea, riconoscibile e capace di superare la frammentazione del centrosinistra. La sua iniziativa si muove in un quadro nel quale le diverse forze dell’opposizione discutono da tempo di alleanze, leadership, e programmi comuni. Il fondatore di Più Uno insiste però sulla necessità di partire dal progetto e non dal candidato. «Prima delle primarie occorre definire una visione comune e un progetto di Paese», ha sostenuto in occasione del dibattito sulle eventuali primarie del centrosinistra.

La trasformazione di Più Uno in un nuovo soggetto politico potrebbe dunque aprire una nuova fase nel confronto interno al centrosinistra. Ernesto Maria Ruffini non propone semplicemente una nuova sigla, ma punta a costruire una comunità politica fondata sulla partecipazione, sull’uguaglianza e sulla ricerca di una sintesi tra culture diverse. Il riferimento all’Ulivo rappresenta il filo conduttore di questa strategia, mentre il 10 ottobre costituisce il primo appuntamento concreto nel quale il progetto dovrà mostrare la propria consistenza. Da quel passaggio emergeranno con maggiore chiarezza organizzazione, identità e ambizioni di una forza che vuole contribuire a ridisegnare il centrosinistra italiano.

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