L’ex presidente della Camera Gianfranco Fini torna ad accendere il dibattito politico con una serie di affondi diretti durante la trasmissione ‘Immagini, uno sguardo sull’attualità‘ su Radio24. Nel mirino dell’ex leader di Alleanza Nazionale finiscono il generale Roberto Vannacci, la destra radicale europea e le polemiche istituzionali legate alla figura di Silvio Berlusconi.
La stoccata a Vannacci e il pronostico sulle suppletive
Il giudizio di Fini sull’eurodeputato e fondatore di Futuro Nazionale è spietato. «Vannacci è stato un buon ufficiale ma di politica non capisce nulla. Vannacci è disperatamente alla ricerca di un motivo perché si parli di lui», ha scandito l’ex ministro degli Esteri, prendendo le distanze dal chiasso mediatico attorno al generale: «Io mi tiro fuori dal coro. Non ho nessuna intenzione di unirmi al coro di chi parla di Vannacci».
Fini ha poi ridimensionato la portata delle elezioni suppletive per la Camera a Reggio Calabria, dove la creatura politica di Vannacci sfida direttamente il centrodestra: «Aspettiamo il risultato di Reggio Calabria lunedì pomeriggio. Conosco abbastanza bene la città. Secondo me non ci sarà alcun boom, se raggiunge il 10% è tanto».
La replica furibonda di Pozzolo: «Ha tradito la destra»
Le parole dell’ex presidente della Camera hanno provocato la reazione immediata di Futuro Nazionale. A stretto giro è arrivata la replica del deputato Emanuele Pozzolo: «Fini dice che Vannacci non capisce nulla di politica. È una frase che, pronunciata da lui, ci fa sorridere. Se c’è qualcuno che ha smarrito la politica, la coerenza e soprattutto la lealtà, quello è proprio Gianfranco Fini. Ha tradito la destra italiana, ne ha tradito i valori e i principi, arrivando a rompere con l’uomo che gli aveva consentito di diventare un protagonista della politica nazionale: Silvio Berlusconi».
Malpensa, lo “sgarbo” di Sala e la bocciatura di AfD
Nell’intervista Fini ha affrontato anche le dinamiche internazionali e le recenti polemiche milanesi. Sull’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi ha difeso la scelta, censurando l’assenza del sindaco Giuseppe Sala: «Berlusconi è stato primo ministro. Giusto intitolargli Malpensa. Il sindaco Sala non era presente forse perché aveva altro da fare, sono comportamenti che dimostrano che la nostra è una democrazia nervosa. È uno sgarbo istituzionale». Ricordando il celebre scontro di Fiuggi, ha poi aggiunto: «Berlusconi pensava di comandare più che di governare».
Infine, un chiaro paletto ideologico nei confronti dell’ultradestra tedesca di Alternative für Deutschland: «La destra che AfD immagina non è la destra che personalmente posso abbracciare o sostenere. È una destra radicale, estremista, all’ombra del neonazismo. Non penso che possano vincere, che domani ci possa essere un cancelliere dell’AfD. Facciamoli governare e poi si vedrà che in 2-3 anni AfD, come si è gonfiato, si sgonfierà».





