domenica 27 Settembre 2026

La Lega è a pezzi. Romeo contro Salvini: «Il congresso? Un trappolone, te lo fai da solo»

Il capogruppo leghista al Senato, insieme a Fontana e ai vertici del Nord, boccia l'assise voluta dal segretario e lancia l'allarme: «Perdiamo lo 0,2% al mese, rischiamo di finire sotto il 4%». Poi la stoccata sul caso Vannacci: «Ci siamo accollati i suoi discorsi, ma poi se n'è andato portandosi via i voti»

Di Redazione
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La resa dei conti all’interno del Carroccio è esplosa in tutta la sua virulenza. La linea politica imposta da Matteo finisce nel mirino della storica base nordista, esasperata dai continui cedimenti nei sondaggi e dalla deriva identitaria del partito. A dar voce al malcontento dei territori è il leghista al , Massimiliano Romeo, che in un colloquio con il smantella senza infingimenti la mossa tattica del segretario e rifiuta la trappola del congresso straordinario.

«Matteo Salvini può farselo da solo il congresso straordinario della Lega. È un trappolone. Io non ci casco», esordisce Romeo, blindando l’asse di protesta con il governatore lombardo Attilio Fontana e i quadri storici del Settentrione. «Io e Attilio Fontana e tutti gli altri ci stiamo muovendo solo ed esclusivamente per il bene del leghismo e, pensi un po’, pure dello stesso Salvini. Nessuno gli ha mai avanzato la richiesta di farsi da parte. Non è una sfida . La questione è solo politica».

Il baratro dei sondaggi e l’effetto boomerang di Vannacci

Il quadro numerico dipinto da Romeo è spietato e mette a nudo il fallimento delle recenti strategie elettorali del via Bellerio: «Il partito è in caduta libera. Il trend fa spavento. Perdiamo uno 0,2% al mese. Questo significa che, se si dovesse votare a maggio, rischiamo di arrivarci intorno, se non addirittura sotto al 4%».

Nel mirino finisce inevitabilmente la parabola di Roberto Vannacci e il suo strappo con la nascita di Futuro Nazionale: «Vannacci prima ce lo siamo accollato per recuperare un po’ di , sebbene lui facesse discorsi spesso scarsamente condivisibili, poi se ne è andato e i suoi voti se li è portati via. Siamo in difficoltà, e non dobbiamo nascondercelo. A Varese, Bergamo, , a Monza e in Brianza, in Valtellina, ma anche in Liguria, in Piemonte, ‘è un’insofferenza forte e diffusa».

La ricetta del : comitato elettorale e ritorno alle origini

Per evitare il baratro, la fronda leghista chiede una svolta immediata nella gestione del potere interno e una rigida sterzata sui temi fondativi: «Salvini resti pure segretario, ma costituiamo una sorta di “comitato elettorale”, una squadra che abbia poteri reali, per raddrizzare, con urgenza, la linea politica del partito. Noi non dobbiamo più inseguire Vannacci sul suo terreno. Noi dobbiamo tornare ad essere la Lega, recuperando la nostra identità. Dobbiamo tornare a parlare di fisco, , federalismo. Noi dobbiamo essere il sindacato dei territori».

Romeo stronca infine la contromossa del segretario di congelare la protesta attraverso le vecchie truppe camellate: «Lui intende organizzarlo con tutti gli stessi identici delegati che l’hanno già eletto segretario un anno e mezzo fa. Niente di più che un espediente tattico, ne prendo atto. E non partecipo. Spero si capisca che io amo la Lega».

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