(Adnkronos) – L’hantavirus che ha colpito alcuni pazienti della MV Hondius può essere trasmesso da uomo a uomo. Il ministero della Salute sudafricano ha comunicato che in due dei passeggeri della nave da crociera, che erano stati portati nel Paese nei giorni scorsi, è stato riscontrato il raro ceppo Andes, noto per la sua capacità di diffondersi tra persone a stretto contatto. La notizia è rimbalzata sui media internazionali, dopo che da Johannesburg è stato reso noto l’esito delle analisi e degli approfondimenti che erano in corso sui casi.
Nell’ambito del focolaio rilevato a bordo dell’imbarcazione olandese MV Hondius, tre persone sono morte, una delle quali – una donna – proprio a Johannesburg dove era atterrata con un volo di linea dall’isola atlantica di Sant’Elena. Un altro passeggero, di nazionalità britannica, era stato evacuato separatamente e ricoverato sempre in un ospedale di Johannesburg, ricorda l’agenzia stampa ‘Apf’. “I test preliminari dimostrano che si tratta effettivamente del ceppo Andes”, ha dichiarato il ministro della Salute sudafricano Aaron Motsoaledi a una commissione parlamentare. “Ed è l’unico ceppo, tra i 38, noto per causare la trasmissione da uomo a uomo. Ma, lo ripetiamo, una trasmissione di questo tipo è molto rara e si verifica solo a causa di un contatto molto ravvicinato tra persone”.
Le autorità sudafricane hanno avviato il tracciamento di quasi 90 persone che si trovavano a bordo del volo che trasportava la donna 69enne deceduta a Johannesburg dopo che anche il marito, di 70 anni, era morto a causa del virus (la salma era stata trasportata a Sant’Elena). “Dobbiamo sapere chi erano le persone che erano in contatto con questa signora”, ha detto Motsoaledi. Oltre ai passeggeri dell’aereo, le autorità stavano rintracciando le persone presenti all’aeroporto dove era arrivata e all’ospedale dove era stata ricoverata, ha aggiunto. La compagnia aerea sudafricana ‘Airlink’, che operava il volo che trasportava la donna, ha dichiarato martedì all’Afp che a bordo del volo del 25 aprile c’erano 82 passeggeri e sei membri dell’equipaggio.
La coppia di passeggeri olandesi deceduti a causa del focolaio di hantavirus a bordo di una nave da crociera aveva viaggiato per diversi mesi tra Argentina, Cile, Uruguay e di nuovo Argentina a fine marzo. Lo hanno reso noto le autorità sanitarie argentine, senza avanzare al momento alcuna ipotesi sulla possibile contaminazione. Il ministero della Salute ha indicato in un comunicato che “l’itinerario del paziente zero è in fase di ricostruzione, vale a dire quello dei cittadini olandesi che hanno presentato i primi sintomi” e ha sottolineato che “non è confermato che il contagio sia avvenuto in Argentina”. Inoltre la provincia della Terra del Fuoco da dove è salpata la nave MV Hondius il primo aprile “non ha segnalato alcun caso di hantavirus dall’introduzione della notifica obbligatoria nel 1996”.
Il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus esclude analogie tra il focolaio di Hantavirus sulla nave Hondius e l’inizio della pandemia Covid. Parlando all’Afp da Ginevra ha chiarito che il rischio per il resto del mondo resta basso, nonostante la conferma del ceppo Andes in tre casi.
Questo tipo di Hantavirus, solitamente trasmesso da roditori, è l’unico noto per passare da uomo a uomo con contatti molto stretti. Il bilancio è di 8 casi tra confermati e sospetti, con tre decessi. Per ora Tedros non ritiene necessario convocare il comitato di emergenza. Ammette però che ci sono stati diversi incontri per coordinare la risposta, definendola una corsa contro il tempo.
Le tre persone sintomatiche a bordo sono state evacuate solo poche ore fa, dopo una notte di lavoro per preparare l’operazione. A raccontarlo è lo stesso Dg: il team Oms ha trascorso “una notte insonne” per garantire l’evacuazione in sicurezza. La nave MV Hondius farà rotta verso le Isole Canarie, in Spagna, dove i passeggeri potranno poi rientrare nei Paesi d’’origine. A bordo è già salito personale medico dell’Oms per assistere chi resta e monitorare la situazione sanitaria. “Continueremo a monitorare e assistere le persone a bordo, oltre che la situazione all’esterno. Stiamo facendo del nostro meglio”, assicura Tedros.
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