lunedì 28 Settembre 2026

California, Meta tenta di annullare condanna per la dipendenza da social

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Meta Platforms ha ufficialmente richiesto a un giudice di Los Angeles di annullare la storica che ha riconosciuto l’azienda responsabile della depressione di una giovane utente. Il caso, considerato un test cruciale per l’intera industria dei social media, riguarda le di aver progettato e interfacce studiate per creare una patologica nei minorenni. A marzo, una aveva quantificato in 4,2 milioni di dollari il dovuto da Meta, affiancando nella condanna anche Google, la casa madre di YouTube, per una cifra di 1,8 milioni. 

La difesa del colosso guidato da Mark Zuckerberg si poggia sulla Sezione 230 del Communications Decency Act del 1996, una norma federale che storicamente protegge i fornitori di servizi online dai contenuti pubblicati da terzi. Secondo i legali della compagnia, le prove presentate durante il dibattimento collegherebbero il malessere della querelante alla tipologia di visualizzati, piuttosto che a funzionalità strutturali come lo scorrimento infinito o la riproduzione automatica dei video. Questa distinzione risulta fondamentale nel tentativo di spostare la responsabilità dal design della piattaforma, considerato dai giudici un elemento attivo, alla mera ospitalità di contenuti esterni. 

Il procedimento rappresenta solo la punta dell’iceberg di una battaglia legale molto più ampia, con migliaia di cause simili promosse da famiglie, istituti scolastici e amministrazioni statali negli Stati Uniti. Mentre anche Google ha annunciato l’intenzione di ricorrere in appello e competitor come Snap e TikTok hanno preferito patteggiare prima dell’inizio del processo, l’esito di questo è destinato a determinare i futuri standard di sicurezza digitale. L’interpretazione della Sezione 230 rimane il nodo centrale che potrebbe ridefinire i della responsabilità delle Big Tech nei confronti della salute mentale delle nuove generazioni. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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