giovedì 7 Maggio 2026

‘Dove i frati volano’, il documentario di Carolina Boco torna in Umbria con due première speciali

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Il documentario ‘Dove i frati volano’, scritto e diretto dalla regista umbra Carolina Boco, dopo l’uscita nelle sale con Draka Distribution, torna nella terra dove è stato concepito e girato con due eventi speciali inseriti nel calendario delle celebrazioni per l’VIII Centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Le première sono in programma domenica 17 maggio alle 17 ad Assisi, nella Sala della Conciliazione (Piazza del Comune 10) in collaborazione con il Comune di Assisi, e venerdì 22 maggio alle 19 a Spello, al Teatro Subasio (via Giulia 12) in collaborazione con il Comune di Spello e la Pro Loco. Agli appuntamenti saranno presenti la regista e i protagonisti del film, insieme ai rappresentanti delle istituzioni coinvolte.  

Prodotto da Corrado Azzollini per Draka Production, con il patrocinio del Comune di Spello e della Basilica Papale e Sacro Convento di San Francesco in Assisi, il documentario è stato girato quasi interamente in Umbria. Il film raccoglie le testimonianze di esperti e persone vicine al pittore Norberto Proietti, in arte Norberto, per raccontare le radici della sua ispirazione artistica, profondamente legata al territorio in cui è nato e vissuto: l’Umbria dei borghi medievali, della tradizione contadina, del lavoro e della spiritualità francescana. 

Nel documentario intervengono il sociologo Roberto Segatori, il giornalista Davide Maria Desario, il critico e storico dell’arte Giovanni Faccenda, lo storico dell’arte e responsabile dei Musei Civici di Assisi Giulio Proietti Bocchini, la regista Enrica Fico Antonioni, moglie di Michelangelo Antonioni, il padre custode del Sacro Convento di Assisi fra Marco Giuseppe Moroni, il frate cappuccino fra Luca Bruno, oltre al figlio e alla moglie del pittore: il gallerista Luigi Proietti e Anna Maria Landrini.
 

La regista Carolina Boco racconta così il cuore del progetto: “Ho trovato affascinante come le scene quasi mitiche e ideali rappresentate da un araldo del mondo umbro quale è stato Norberto nel corso della sua lunga carriera artistica, sopravvivano, guarda caso, proprio nelle comunità dei frati. Ma i frati non sono solo uomini di fede, per Norberto; sono simbolo di un’umanità viva, laica, mondana e con ciò sentitamente francescana perché è dal mondo che si alza la lode a Dio e al mondo ritorna per diventare messaggio di pace, di equilibrio ed armonia”. 

Il film ripercorre l’Italia del lavoro, della gentilezza, della semplicità, del rigore contadino e della preghiera francescana attraverso le opere di Norberto, grande amico di Michelangelo Antonioni e di molte figure del mondo dell’arte e della cultura che amavano rifugiarsi in Umbria per sfuggire al frastuono della città. La sua pittura, serena e rassicurante, è un inno alla vita e oggi offre uno sguardo nostalgico su un tempo lento che sembra lontano, ma che forse non è del tutto scomparso. Quel piccolo Eden fatto di mondo contadino e di spiritualità continua infatti a vivere con i frati che lavorano, chiacchierano, giocano, pregano, celebrano la vita in un ritmo scandito dalla natura, in volo verso l’armonia. 

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