giovedì 13 Agosto 2026

Tori Amos strega Milano: unica data italiana da brividi agli Arcimboldi

Di La Sintesi Online
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() – Avete mai visto, di recente, un concerto a dove, appena appare l’artista, l’intera platea si alza in piedi e gli tributa una lunga standing ovation? È successo sera agli Arcimboldi di , quando Tori Amos è apparsa dalle quinte mentre già risuonavano le prime note. Un ingresso quasi rituale, accolto da una standing ovation lunga, calda, spontanea. In un’atmosfera sospesa tra il magico e il mistico, come solo lei sa creare. 

Sessantadue anni, un look total yellow che illuminava la scena, la chioma rossa inconfondibile: Tori ha raggiunto pianoforte e tastiere tra applausi e urla, pronta a dare vita a due ore di che resteranno nella del pubblico. La scaletta ha dato ampio spazio al nuovo album ‘In Times of Dragons’, uscito proprio in questi giorni, ma senza rinunciare a incursioni nel suo repertorio più amato. Sul con lei ‘solo’ un batterista, un polistrumentista e tre coriste: una essenziale, perfetta per lasciare respirare arrangiamenti curati e intensi. 

Poche pause, pochissime parole. Le canzoni si sono rincorse, sovrapposte, intrecciate come in un flusso emotivo continuo. Fragilità, rabbia, grinta, sensualità: tutto ciò che ha reso Tori Amos una figura unica fin dagli esordi con ‘Little Earthquakes’, quel gioiello degli anni Novanta che la proiettò sulla scena internazionale e che è ancora lì, intatto e potentissimo. 

Il concerto è un viaggio onirico e viscerale, a tratti esplosivo, in altri delicatissimo. Tori Amos ha preso alla gola lo spettatore fin dall’inizio, come un pitbull che non molla la presa, trascinandolo in un’esperienza ipnotica. Tra i momenti più intensi, la nuova ‘Shush’, ‘Gasoline Girl’, ‘Pandora’, ‘Pretty Good Year’ e una ‘Crucify’ che ha vibrare l’intero teatro. 

Due ore uniche, anche perché Tori Amos cambia scaletta a ogni tappa, evitando quasi provocatoriamente i suoi brani più celebri. Un modo per restare libera, imprevedibile, sempre diversa. Ed è un peccato che questa sia stata l’unica data italiana del suo lungo tour europeo. Ora la tournée prosegue negli Stati Uniti, ma Milano può dire di aver vissuto una serata irripetibile. (di Davide Desario) 

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