lunedì 28 Settembre 2026

Tori Amos strega Milano: unica data italiana da brividi agli Arcimboldi

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Avete mai visto, di recente, un concerto a teatro dove, appena appare l’artista, l’intera si alza in piedi e gli tributa una lunga standing ovation? È successo martedì sera agli Arcimboldi di Milano, quando Tori Amos è apparsa dalle quinte mentre già risuonavano le prime note. Un ingresso quasi rituale, accolto da una standing ovation lunga, calda, spontanea. In un’atmosfera sospesa tra il magico e il mistico, come solo lei sa creare. 

Sessantadue anni, un look total yellow che illuminava la scena, la chioma rossa inconfondibile: Tori ha raggiunto pianoforte e tastiere tra applausi e , pronta a dare vita a due ore di che resteranno nella memoria del . La scaletta ha dato ampio spazio al nuovo album ‘In Times of Dragons’, uscito proprio in questi giorni, ma senza rinunciare a incursioni nel suo repertorio più amato. Sul con lei ‘solo’ un batterista, un polistrumentista e tre coriste: una formazione essenziale, perfetta per lasciare respirare arrangiamenti curati e intensi. 

Poche pause, pochissime . Le canzoni si sono rincorse, sovrapposte, intrecciate come in un flusso emotivo continuo. Fragilità, rabbia, grinta, sensualità: tutto ciò che ha reso Tori Amos una figura unica fin dagli esordi con ‘Little Earthquakes’, quel gioiello degli anni Novanta che la proiettò sulla scena internazionale e che è ancora lì, intatto e potentissimo. 

Il concerto è un viaggio onirico e viscerale, a tratti esplosivo, in altri delicatissimo. Tori Amos ha preso alla gola lo spettatore fin dall’inizio, come un pitbull che non molla la presa, trascinandolo in un’esperienza ipnotica. Tra i momenti più intensi, la nuova ‘Shush’, ‘Gasoline Girl’, ‘Pandora’, ‘Pretty Good Year’ e una ‘Crucify’ che ha vibrare l’intero teatro. 

Due ore uniche, anche perché Tori Amos cambia scaletta a ogni tappa, evitando quasi provocatoriamente i suoi brani più celebri. Un modo per restare libera, imprevedibile, sempre diversa. Ed è un peccato che questa sia stata l’unica data italiana del suo lungo tour europeo. Ora la prosegue negli , ma Milano può dire di aver vissuto una serata irripetibile. (di Davide Desario) 

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