venerdì 8 Maggio 2026

Modello 730/2026 precompilato: Certificazioni Uniche da controllare prima dell’invio

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Anche nel 2026 i dati della Certificazione Unica sono fondamentali per alimentare il modello 730 ai fini della dichiarazione dei redditi. 

Nelle ultime settimane, però, sono stati segnalati errori da parte di diversi enti, tra cui anche l’INPS, in particolare in relazione ad una possibile, ed erronea, esclusione dal beneficio fiscale derivante dall’applicazione della nuova versione del taglio del cuneo fiscale e contributivo. 

Errori che mettono a rischio la correttezza dei dati inseriti nella dichiarazione precompilata, disponibile in modalità visualizzazione dal 30 aprile e che potrà essere modificata e inviata dal 14 maggio. 

L’Agenzia delle Entrate ha rassicurato i contribuenti coinvolti, assicurando che gli enti coinvolti hanno immediatamente provveduto alla correzione e alla ritrasmissione delle CU interessate e, pertanto, la dichiarazione precompilata 2026 è stata già aggiornata con i nuovi dati pervenuti. I contribuenti saranno avvisati della CU rettificativa disponibile nel cassetto fiscale con un avviso personalizzato visibile nella pagina web della dichiarazione precompilata. 

Tuttavia, controllare adeguatamente i dati da inviare resta un’azione consigliata in ogni caso. 

 

Chi sono i cittadini e le cittadine possibilmente interessate da questo rischio? 

L’ipotesi di errori nella CU 2026 non riguarda tutti i contribuenti ma solamente alcune specifiche categorie. 

Si tratta sostanzialmente di personale della scuola, operai edili e beneficiari di Naspi, cassa integrazione e maternità. In generale, anche gli altri dipendenti pubblici devono prestare molta attenzione. 

 

Come detto, il possibile errore riguarda l’applicazione del beneficio del taglio del cuneo fiscale e contributivo (passato da sconto sui contributi previdenziali a detrazione fiscale) e, concretamente, la compilazione della casella 718 della Certificazione Unica. 

Per calcolarlo, i datori di lavoro devono indicare se il reddito percepito sia compatibile con l’agevolazione fiscale. In alcuni casi, in questa casella sarebbe indicato il codice “2” che di fatto esclude il contribuente dal beneficio. 

Non si tratta di una questione di poco conto, in quanto si rischia di perdere benefici importanti. Per esempio, per chi guadagna fino a 20.000 euro lordi l’anno il mancato riconoscimento può valere fino a 960 euro. La detrazione massima sfiora i 1.000 euro, invece, per la fascia tra i 20.000 e i 40.000 euro di reddito lordo annuo. 

Come fare per verificare i dati? 

Chi intende procedere in autonomia con la dichiarazione precompilata deve controllare bene i dati del modello 730 relativi al quadro RC (verificando nello specifico la casella 718 e l’indicazione del codice “1”) e verificare su NoiPa oppure sul proprio cassetto fiscale la presenza di due Certificazioni Uniche e fare riferimento solo alla seconda, che corregge la prima come specificato dall’Agenzia delle Entrate. 

In alternativa è possibile rivolgersi a un professionista. Va specificato che i dipendenti che non rientrano nei casi elencati non sono coinvolti. Possono stare tranquilli anche i pensionati in quanto non beneficiando del taglio del cuneo fiscale e contributivo la questione non si pone 

economia/fisco

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