Come cambieranno le abitudini di viaggio degli europei a causa della guerra in Iran? L’aumento dei prezzi dei carburanti, così come i costi di energia e carrello della spesa, hanno provocato una forte diminuzione del potere d’acquisto dei cittadini italiani ed europei. Il rischio è che questa situazione possa peggiorare. La Commissione europea ha quindi deciso di intervenire con linee guida chiare sulle strategie che le compagnie aeree potranno mettere in atto e quelle che invece non sono lecite, anche in questo periodo di crisi. L’Ue rilascerà domani un vero e proprio vademecum per portare un minimo di chiarezza in un momento storico carico di instabilità e timori economici.
Innanzitutto, da Bruxelles arriva chiaro un messaggio: se un volo viene cancellato perché nell’aeroporto interessato c’è una carenza temporanea di carburante per gli aerei, la compagnia non sarà tenuta al pagamento di un risarcimento per il cliente. Una decisione che ovviamente potrebbe influire sulle abitudini di viaggio degli europei, che potrebbero valutare adeguatamente se continuare ad utilizzare questi mezzi di trasporto in un momento di così forte incertezza.
La crisi del jet fuel per la chiusura di Hormuz
L’ennesima conseguenza della chiusura dello Stretto di Hormuz, la striscia di mare che separa le coste dell’Iran dalla penisola araba, e in cui transitava quotidianamente un quinto delle scorte di greggio mondiali. La strozzatura, operata dall’Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele, ha ovviamente provocato una crisi economica, legata al rialzo del prezzo del greggio e dell’energia. Il pericolo, ora, è che le stesse scorte di carburante possano iniziare a scarseggiare.
Secondo la Commissione europea, questa carenza potrebbe riguardare anche il jet fuel, ovvero i carburanti per aerei. Se questa circostanza straordinaria dovesse verificarsi, le compagnie aeree potrebbero essere esenti dai risarcimenti ai passeggeri. Al contempo, le compagnie aeree “non potranno aumentare retroattivamente il prezzo dei biglietti già acquistati” al fine di affrontare gli aumenti del costo del cherosene. I prezzi di questo carburante sono quasi raddoppiati dalla fine di febbraio. Nonostante questo rialzo, le compagnie non potranno scaricare i costi sui clienti, in quanto la situazione attuale è ancora stabile e non vi sono prove concrete della carenza di carburante.
I costi dei biglietti aerei
Bruxelles ha spiegato che le compagnie aeree “possono aumentare il prezzo fino all’8%“, a patto che il viaggiatore venga informato almeno 20 giorni prima della partenza. In più, l’Ue apre alla possibilità di utilizzare il jet fuel statunitense, ovvero di tipo A, che è diverso da quello attualmente utilizzato a livello internazionale, di tipo A1.
Nessun cambio di posizione, invece, sulla regola dell’utilizzo degli slot aeroportuali, cioè sui diritti orari di decollo e atterraggio. Le compagnie dovranno utilizzare ogni coppia di slot, cioè uno nello scalo di partenza e uno in quello di arrivo, almeno l’80% delle volte. L’Ue continuerà comunque a monitorare la situazione, che è in continua evoluzione, e si esprimerà in futuro in caso di improvvise modifiche delle condizioni operative per i voli internazionali.
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