giovedì 7 Maggio 2026
Il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara

La gaffe di Valditara: “Piersanti Mattarella ucciso dalle Brigate Rosse”

Il ministro dell'Istruzione ha dichiarato di essere caduto in un semplice "lapsus" e che le critiche nei suoi confronti sono "un caso di sciacallaggio ignobile"

Da Laura Laurenzi
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Dopo le frasi fatte sul mondo femminile, il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, è scivolato oggi in una nuova gaffe. In un punto stampa con i giornalisti, fuori da una scuola di Avellino intitolata a Piersanti Mattarella, ha dichiarato che l’ex presidente della Regione Sicilia sarebbe stato ucciso dalle Brigate Rosse. Una frase che ha lasciato perplessi i cronisti presenti e che in poco tempo ha fatto il giro del web.

Il ministro aveva appena partecipato alla cerimonia di intitolazione del plesso scolastico di Pietradefusi, dichiarando di aver voluto presenziare all’evento nella consapevolezza della sua importanza. “Piersanti Mattarella è un esempio fulgido di lotta nei confronti della mafia”, dichiara davanti a decine di microfoni, pronto a ricordare la vita e anche la morte tragica di uno dei principali protagonisti della storia politica della Repubblica italiana.

Le parole di Valditara

Subito dopo, però, arriva lo scivolone. Il ministro, ricordando le immagini che circolarono subito dopo la morte del governatore siciliano, cade in errore. “All’epoca avevo 18 anni e ricordo quella foto drammatica del presidente Sergio Mattarella che prendeva in braccio il fratello assassinato dalle Brigate Rosse e lo tirava fuori dalla macchina”, ha dichiarato con una certa convinzione. Il fratello del Presidente della Repubblica, però, è stato ucciso da Cosa Nostra, anche se resta il mistero dei killer che non sono mai stati individuati dalle autorità.

Immediato il rimbalzo dei video sui vari social network e le accuse mosse nei confronti del ministro, accusato di aver pronunciato una grave imprecisione storica. Interpellato dall’Ansa su quanto accaduto, Valditara ha allontanato ogni accusa e ha sostenuto che quanto avvenuto sarebbe stato solo un lapsus. “Ho dichiarato venti volte ‘vittima della mafia‘, come si vede in tutti gli interventi che ho tenuto”. Il titolare del Mim ha inoltre aggiunto che i commenti e le critiche nei suoi confronti per questo errore avrebbero dato vita a quello che ha definito “uno sciacallaggio ignobile“.

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