mercoledì 6 Maggio 2026
Giorgia Meloni. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Dalle prime pagine al nulla: che fine hanno fatto gli scandali del Governo?

Il caso dossieraggio sul finanziere Pasquale Striano e l'ex dei servizi segreti Giuseppe Del Deo, lo scandalo su Piantedosi e Claudia Conte e le richieste di chiarimento sui rapporti del governo con Peter Thiel. Sono numerose le inchieste che avrebbero potuto far tremare l'esecutivo e che invece per ora risultano nascoste dalla politica e dalla stampa generalista

Da Laura Laurenzi
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Che fine fanno le inchieste giornalistiche sugli scandali del governo in Italia? Sono passati solo due giorni dall’assegnazione dei premi Pulitzer negli Stati Uniti, dove le indagini delle reporter e dei reporter Usa sugli inganni e gli abusi del governo sono state premiate per la loro importanza. Premi che ricordano gli sforzi e i sacrifici di chi, per il bene pubblico, scava dove nessuno vorrebbe guardare per portare alla luce segreti potenzialmente pericolosi.

Un lavoro e una dedizione che ovviamente esistono anche in Italia, ma che spesso passano in sordina perché il governo stesso preferisce mettere la testa sotto la sabbia, evitando di rispondere delle sue mancanze. Negli ultimi anni sono numerosi gli articoli di inchiesta che hanno portato all’apertura di filoni di indagine e spesso anche alle dimissioni di qualche politico. Il caso Boccia-Sangiuliano ha portato all’addio del ministro della Cultura, così come le indagini su Visibilia hanno portato alle sofferte dimissioni della ministra del Turismo, Daniela Santanchè. Un servizio pubblico sacrosanto, spesso bistrattato da chi lo osserva come un potenziale pericolo.

I timori del governo sugli scandali

Impossibile dimenticare come Giorgia Meloni, in occasione della conferenza stampa di inizio anno, si sia scagliata contro una giornalista di Domani: “Mi sarei aspettata una domanda su un altro grande scoop della vostra testata. Quello sul fatto che io avrei inserito casa mia in una classe catastale diversa da quella corretta. Avete presentato questa come una grande inchiesta e non me ne chiedete conto perché non lo era”. Un’inchiesta che diventa uno scoop, a derubricare l’importanza di questo lavoro, indipendentemente dal suo esito.

Lo scandalo Piantedosi-Conte

Così non sembra assurdo che grandi scandali sul mondo politico pian piano si affievoliscano, con l’opinione pubblica che li dimentica in tempi record. Uno tra i più recenti riguarda il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che avrebbe avuto una relazione con la giornalista Claudia Conte, la stessa che secondo alcune indiscrezioni de Il Fatto Quotidiano potrebbe aver avuto favoritismi dal Viminale per alcuni suoi lavori. Un caso già scomparso dalle testate e su cui il governo non ha mai dato spiegazione, preferendo ignorare le lecite domande della stampa.

Il caso dossieraggio e Graphite

Nessuna risposta neanche sullo scandalo che ha investito l’ex vicedirettore dei servizi segreti interni, Giuseppe Del Deo, accusato di essere parte di una squadra dedita al dossieraggio abusivo. Illeciti forse compiuti anche attraverso l’uso del programma di spionaggio Graphite, fornito al governo dall’azienda israeliana Paragon. Lo stesso programma che era stato individuato nei cellulari di alcuni attivisti e giornalisti, tra cui Roberto D’Agostino, Francesco Cancellato e Don Mattia Ferrari. Dossier aperti e poi dimenticati. La stessa volontà di non ricordare si incontra in un caso simile, quello che riguarda il possibile spionaggio compiuto da Pasquale Striano. Tutti casi aperti che non hanno condanne.

Palantir e Peter Thiel

Silenzio anche sulle richieste dell’opposizione di avere chiarimenti sui presunti rapporti istituzionali con la multinazionale Palantir e il suo fondatore Peter Thiel. Un imprenditore che collabora con la Cia, l’Fbi, la Nasa e altre forze dell’ordine, così come per governi stranieri. Le richieste di informative, le lettere del centrosinistra sono state ignorate, come ricorda L’Espresso, sottolineando che Thiel avrebbe anche stretti rapporti con il governo Usa e con il vicepresidente JD Vance, favorito per la prossima presidenza.

Il monito del Consiglio d’Europa

Sul banco di prova c’è lo scandalo sulla grazia concessa a Nicole Minetti. A pochi giorni dallo scoppio del caso, sui giornali la questione è sempre meno visibile. Il costante flusso di notizie sulla guerra e le emergenze fiscali, distraggono i cittadini da casi che, seppur lontani dalla loro quotidianità fatta di insicurezza economica e lavorativa, interessano da vicino la trasparenza e l’integrità delle istituzioni. Le querele bavaglio, di cui l’Italia è campionessa, rendono sempre più complesso il lavoro dei giornalisti. Un quadro inquietante che sembra dare ragione ai dubbi del Consiglio d’Europa, secondo cui il nostro è uno dei Paesi con il più alto rischio di interferenze politiche nei media.

Leggi anche: Se parli con un politico al telefono i pm non possono leggere i messaggi

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