mercoledì 6 Maggio 2026

“Non esiste nessuna cura per l’Hantavirus”. Continua l’emergenza sulla nave da crociera Hondius

Mancano antidoti specifici contro il patogeno: la sicurezza dei passeggeri imbarcati al largo di Capo Verde passa attraverso il supporto respiratorio e l'autoisolamento

Da Alessio Matta
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Tre morti su sette casi accertati e sospetti, un focolaio in mare aperto e molte incognite ancora da sciogliere. L’emergenza Hantavirus scoppiata a bordo della nave da crociera mv Hondius, al largo di Capo Verde, mette in evidenza un dato chiaro: contro questo virus non esiste una cura specifica. Il virus viene trasmesso dai roditori e può causare malattia nell’uomo attraverso il contatto con escrementi, urina o saliva di animali infetti.

A spiegarlo è Gianni Rezza, docente di Igiene all’università San Raffaele di Milano. Nei casi più seri, l’unica strada è il ricovero in terapia intensiva con supporto respiratorio. Nessun antivirale ha dato risultati solidi. Anche la ribavirina, testata in passato, non ha mostrato prove sufficienti per un uso diffuso. L’Hantavirus si trasmette attraverso il contatto con roditori infetti. Il periodo di incubazione può arrivare fino a quattro settimane. Il passaggio da persona a persona resta raro e riguarda quasi solo il ceppo Andes, presente in Sud America. Negli altri casi, il contagio diretto tra esseri umani non rappresenta un fattore rilevante.

I sintomi più gravi includono polmonite e insufficienza respiratoria. Il tasso di mortalità varia tra l’1 e il 15%, a seconda del ceppo e delle condizioni cliniche. Al momento, a bordo della nave non risultano altri pazienti in condizioni critiche, ma la situazione resta sotto osservazione. Il nodo principale riguarda la gestione dei circa 140 passeggeri. Le opzioni sul tavolo sono diverse e tutte complesse: rimpatrio, sbarco in un porto sicuro con sorveglianza sanitaria oppure permanenza sulla nave sotto controllo medico. Ogni scelta comporta rischi e problemi organizzativi.

La quarantena non è indicata, vista la bassa trasmissibilità del virus. Si punta invece su sorveglianza clinica e autoisolamento in caso di sintomi. Fondamentale anche la sanificazione degli ambienti, per escludere fonti di contagio presenti a bordo. L’episodio rappresenta un caso nuovo: un focolaio di Hantavirus in uno spazio chiuso e affollato come una nave. Per questo servirà prudenza. I controlli sui passeggeri dovranno proseguire per almeno un mese, coprendo l’intero periodo di incubazione del virus.

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