giovedì 7 Maggio 2026
Carlo Nordio. ANSA_Riccardo Antimiani

Nordio fa causa a Mediaset e a Bianca Berlinguer

Nonostante abbia potuto smentire in diretta la visita al ranch di Cipriani e Minetti in Uruguay, il ministro della Giustizia passa alle vie legali. Floridia: «Segnale pesante per chi fa informazione»

Da Giustino Marai
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Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato un’azione risarcitoria in sede civile contro Bianca Berlinguer e Mediaset dopo quanto andato in onda durante la puntata di È sempre Cartabianca del 28 aprile. Pietra dello scandalo le dichiarazioni del conduttore di Report Sigfrido Ranucci sul cosiddetto “caso Minetti”, già smentite in diretta dallo stesso Guardasigilli.

Le parole di Ranucci e la replica di Nordio

Durante la trasmissione di Rete 4, Ranucci aveva riferito di una testimonianza, ancora da verificare, secondo cui durante il suo viaggio istituzionale in Uruguay Nordio sarebbe stato ospite nel ranch di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti. Il ministro intervenne telefonicamente in diretta per negare tutto e minacciare azioni legali.
Nei giorni successivi, il conduttore di Report si è scusato col Ministro, affermando di essere «sicuramente caduto in un eccesso». «Tuttavia», ha proseguito, «non ho dato una notizia non verificata: ho detto che stavamo verificando una notizia, che è una cosa un po’ diversa». La Rai, con cui i rapporti erano già tesi in particolare dall’avvento del governo Meloni, ha comunque inviato una lettera di richiamo a Ranucci e ha chiarito che non coprirà eventuali spese legali relative alla vicenda.

La causa contro Berlinguer e Mediaset

Dopo il passo indietro del conduttore di Report, Nordio ha comunque deciso di procedere nei confronti di Bianca Berlinguer e Mediaset.
Secondo una nota del ministero della Giustizia, durante la trasmissione sarebbero state rilanciate «notizie e dichiarazioni considerate lesive dell’immagine» del ministro e «della istituzione che egli rappresenta». In caso di vittoria della causa civile, fanno sapere da via Arenula, l’eventuale risarcimento sarà devoluto in beneficenza a un’istituzione che tutela i minori.
Berlinguer nelle ultime ore aveva difeso la gestione della puntata: per lei quella di Ranucci era «solo un’ipotesi ed è stato ripetuto più volte, a cui il ministro della Giustizia ha potuto replicare immediatamente e direttamente, esercitando un suo legittimo diritto, telefonando in studio durante la nostra trasmissione. Cosa resa possibile dal fatto che noi andiamo sempre e solo in diretta e che quindi non ci sono mai filtri».

Le opposizioni: «Segnale pesante»

La decisione del Guardasigilli ha provocato le reazioni delle opposizioni.
La presidente della Commissione di Vigilanza Rai, la senatrice M5s Barbara Floridia, ha dichiarato che «se dopo un contraddittorio pieno si finisce in tribunale, c’è un problema di rapporto con la stampa di cui il ministro della Giustizia si assume tutta la responsabilità. È un segnale pesante per chi fa informazione. Un altro passo che restringe lo spazio del confronto. E questo dovrebbe preoccupare tutti».
Critico anche il capogruppo Pd in Vigilanza Stefano Graziano, che ha parlato di «un fatto grave che si inserisce in un quadro preoccupante per la libertà di stampa nel nostro Paese», aggiungendo che «difendere il diritto di cronaca e l’autonomia dei giornalisti è un dovere per chiunque creda nei principi democratici».

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