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giovedì 23 Aprile, 2026
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Patuanelli. ANSA_ANGELO CARCONI

Patuanelli (M5s): «Il Paese è fermo. Meloni di economia non capisce niente»

I primi dati Istat dipingono un'Italia dall'economia stagnante, ma il governo cerca scuse e capri espiatori. Il vicepresidente dei pentastellati: «Fanno deficit per le armi»

Da Sergio Di Laccio
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Il vicepresidente del M5S Stefano Patuanelli attacca il governo sui conti pubblici e sulla gestione della crisi economica, respingendo le accuse della maggioranza e rivendicando quanto fatto nella precedente legislatura.
In un’intervista a la Repubblica, l’ex ministro dello Sviluppo economico parla di un esecutivo «che non ha la minima idea di come affrontare una crisi economica profonda».

«Siamo molto preoccupati per il Paese»

«Noi non stiamo festeggiando, siamo molto preoccupati per il Paese», afferma Patuanelli, negando qualsiasi soddisfazione dell’opposizione per la mancata uscita dell’Italia dalla procedura d’infrazione. «A noi interessa poco dire che sono stati incapaci, a quello ci pensano i numeri. Però un dato mi sembra oggettivo: siamo di fronte a un esecutivo che non ha la minima idea di come affrontare una crisi economica profonda che rischia di devastare il nostro tessuto sociale».

Il deficit e la tassazione degli extraprofitti

Sul superamento del 3%, Patuanelli fa notare che ciò comporterebbe la mancata attivazione delle clausole di salvaguardia per gli impegni presi con la Nato: «Significa non poter scorporare le spese militari dal rapporto deficit/Pil e avere margini risicatissimi per la prossima manovra finanziaria». E sul possibile scostamento prosegue: «Questo governo verrà ricordato per aver aumentato deficit e debito pubblico non per la sanità, per la scuola o per il dissesto idrogeologico, ma per le armi».
Poi rilancia: «Da mesi noi chiediamo di tassare gli extraprofitti delle imprese energetiche, che a questo punto mi pare non solo doveroso, ma indispensabile».

Le stime Istat e il Superbonus

Durissimo il giudizio sulla premier, secondo cui i primi dati Istat sul Pil 2026 sarebbero poco affidabili: «Per Meloni non è mai colpa sua. Adesso è il turno dell’Istat, che però è allineato con tutti gli altri istituti, anche europei. Quando l’attuale governo si è insediato l’Italia era un Paese sano: l’hanno riportato all’ultimo posto in classifica per la crescita».
Meloni e Giorgetti sostengono però che gran parte dei problemi economici odierni siano stati causato dal Superbonus. Patuanelli va all’attacco: «Finché lo dice Meloni, che di economia non capisce niente, è un po’ patetico, ma del ministro dell’Economia mi meraviglio. Nel 2025, nella componente deficit dell’Italia, non c’è un euro riferibile al 110%». Dopodiché, aggiunge, «il Superbonus è stato gestito per più di cinque anni da Giorgetti e per nove mesi da me. Se ci sono colpe, di chi sono?».

La guerra in Iran e le scelte sbagliate

Anche la guerra in Iran, si difende il governo, ha avuto un impatto notevole sui conti. «Ma nel 2025 la guerra in Iran non c’era, cosa c’entra?», fa notare Patuanelli. «A pesare di più sono stati gli ultimi quattro anni inconcludenti, fatti di scelte di politica industriale ed economica completamente sbagliate». Come la cancellazione del reddito di cittadinanza e della Transizione 4.0. «Capisco che si possa criticare quanto fatto prima, ma questo governo non ha combinato niente. Non hanno avuto mezza idea su come far crescere il Paese. E ora i risultati li vedono tutti».

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