A Milano è una corsa contro il tempo per i progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Una relazione della magistratura contabile lombarda, depositata lo scorso 23 aprile sui dati aggiornati a fine marzo, evidenzia che – dei 99 progetti complessivi finanziati dai fondi europei – sono solo 34 quelli effettivamente conclusi. I fondi destinati a Milano sono 692,7 milioni di euro, di questi 204,2 milioni sono stati rimborsati. Ma il resto dipende dalla velocità dei cantieri.
“Tenuto conto della ormai prossima scadenza, il monitoraggio evidenzia un avanzamento ancora insoddisfacente”, è il monito dei giudici contabili. Il termine fissato per la chiusura delle opere è stabilito per il prossimo 30 giugno, mentre entro il 30 settembre dovranno partire le richieste di pagamento. Che sono decisive, in quanto in gioco ci sono i rimborsi miliardari previsti dal progetto UE. Ed è proprio sulla rendicontazione delle spese che converge l’attenzione della Corte dei Conti: “Nel complesso, il livello di rendicontazione si presenta significativamente basso indicando un possibile ritardo nella fase di gestione”.
I ritardi
I ritardi più evidenti si registrano sul fronte delle infrastrutture sociali, scolastiche e dei quartieri. Ossia la Missione 5. Sono 52 gli interventi programmati – quindi 193 milioni di euro del Pnrr –, ma solo 6 risultano portati a termine, mentre 43 sono in corso d’opera. Parliamo di piscine, case, stazioni, scuole, parchi e centri per l’impiego. Più veloci sono invece le opere legate alla transizione digitale e alla pubblica amministrazione.
Ma nonostante il report sul Pnrr, il sindaco di Milano Giuseppe Sala si dice sereno e attende uno sprint finale: “Abbiamo avviato cento interventi e in particolare, diciamo, il grosso delle spese sono state sulla mobilità, ma poi anche sulla cultura con la realizzazione della Beic, sulla casa e sulle scuole. Di questi cento progetti noi ne completeremo con i tempi dovuti, cioè per giugno 2026, novantasei“. Entro fine anno, ad esempio, verrà conclusa la Biblioteca europea di informazione e cultura, sulla quale il Comune ha stanziato 400 mila euro.
Per evitare lo scadere dei termini, Palazzo Marino ha trovato un espediente: alcuni progetti rimasti indietro, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture scolastiche, sono stati volutamente “salvati” sfilandoli dal Pnrr. In questo modo verranno coperti da altri fondi statali, azzerando il rischio di perdere i finanziamenti per il mancato rispetto delle scadenze europee.
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