domenica 7 Giugno 2026
Carlo Nordio. ANSA_Fabio Frustaci (2)

Responsabilità civile dei magistrati, scontro tra Nordio e Forza Italia

Per il ministro della Giustizia un intervento in merito non è né diventerà una priorità. Costa e Craxi: "Per noi è una missione irrinunciabile"

Da Giustino Marai
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A seguito della batosta referendaria di marzo, sono emerse sempre più chiaramente le fratture interne allo schieramento di maggioranza. Trovata forse una quadra sulla legge elettorale, si è arenata la riforma della sanità proposta dal ministro Schillaci mentre sale la tensione sul tema della responsabilità civile dei magistrati. Al ministro Carlo Nordio che ha ribadito la propria contrarietà ha immediatamente risposto Forza Italia, che ha annoverato un intervento in merito tra le missioni “irrinunciabili del partito” e chiesto di definire il cronoprogramma delle riforme da qui alla fine della legislatura.

Nordio: “Non cambio idea”

Intervistato da Repubblica, il ministro della Giustizia ha confermato la sua presa di posizione. “Sulla responsabilità civile non cambio idea: da trent’anni scrivo che il magistrato inadeguato non va colpito nel portafoglio, anche perché è assicurato, ma nelle valutazioni della carriera. Proprio quello che intendevamo fare con la nuova giustizia disciplinare prevista dalla riforma”.
Già la scorsa settimana, quando Forza Italia aveva iniziato a premere per la riapertura del dossier, Nordio aveva dichiarato che “La responsabilità civile non è all’ordine del giorno e per quanto mi riguarda non lo sarà. Non è nel programma”.

Sisto (FI): “Non esiste responsabilità senza sanzioni”

La linea del ministro Nordio appare sempre più in conflitto con quella di Forza Italia e del suo viceministro, l’azzurro Francesco Paolo Sisto, esponente di Forza Italia, che in un’intervista a Qn ha dichiarato: “Nella riunione di maggioranza abbiamo chiesto un tavolo per discutere della responsabilità civile dei magistrati. È chiaro che non esiste una responsabilità senza sanzioni: in quindici anni ci sono state solo 15 sentenze sulla responsabilità civile dei magistrati, un intervento è necessario. Non c’è nessun revanchismo, non c’è voglia di punire nessuno, ma di responsabilizzare tutti. È necessario stabilire delle regole per cui, come per tutti gli altri, i magistrati siano effettivamente chiamati a dare conto degli errori gravi”. Per questo, ha proseguito, “Abbiamo fissato un altro incontro di maggioranza, martedì prossimo, per concordare un cronoprogramma-giustizia fino al termine della legislatura”.

La nota dei capigruppo Costa e Craxi

Ancora più esplicita la posizione dei capigruppo azzurri Enrico Costa e Stefania Craxi, che in una nota congiunta hanno rivendicato la necessità di rafforzare le tutele per chi subisce errori giudiziari. “Sosteniamo il sacrosanto diritto del cittadino colpito da malagiustizia a essere risarcito. Rendere effettiva la responsabilità civile del magistrato significa mettere al centro la persona, i suoi diritti e le sue libertà”, hanno scritto. “La centralità della persona è un principio che appartiene al Dna di Forza Italia e della sua azione politica, ed è la chiave con cui va affrontato il tema della responsabilità civile del magistrato. A scanso di equivoci, non parliamo di censure alla discrezionalità di giudizio delle toghe, ma di errori gravi per i quali le persone hanno perso libertà, lavoro, risparmi e occasioni professionali e imprenditoriali, hanno avuto la reputazione infangata e subìto il tracollo della propria attività e la disgregazione della famiglia”.

“Una missione irrinunciabile”

“In 15 anni, soltanto 15 vittime di malagiustizia hanno ottenuto il risarcimento del danno: una all’anno per colpa di una legge inadeguata. È mai possibile?”, hanno proseguito Costa e Craxi. “Nell’identità liberale che ci anima, la priorità è la tutela del cittadino e dei suoi diritti, specialmente se a violarli è lo Stato. La responsabilità civile non è uno strumento per ‘colpire’ nel portafoglio il magistrato che sbaglia, ma un istituto di tutela di fronte alle ingiustizie. Ecco perché il ballottaggio tra responsabilità civile e responsabilità disciplinare a nostro parere non è appropriato: si tratta di istituiti giuridici con natura e finalità diverse. E dev’essere chiaro che per Forza Italia la tutela dei diritti del cittadino è una missione irrinunciabile”.

Le divisioni nella maggioranza

Che una sconfitta referendaria avrebbe cambiato il clima all’interno della maggioranza era chiaro già prima del voto. Nei giorni successivi sono saltati Delmastro, Bartolozzi e Santanché, poi il governo ha dato l’impressione di aver superato la tormenta. Ma il timore di Meloni non era appunto limitato al day-after, bensì al logorio dei mesi successivi. Le pressioni di Vannacci stanno spingendo la Lega a tentare di recuperare consensi adottando posizioni meno istituzionali e mettendo in difficoltà gli alleati. Se la legge elettorale a firma Bignami sembra avanzare nonostante i dubbi di Lega e Forza Italia, la riforma della sanità voluta da Schillaci si è impantanata e pare ormai destinata a rimanere nel cassetto. Ora un’altra grana. Sarà un’estate calda. Quella del governo potrebbe diventare bollente.

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