lunedì 25 Maggio 2026

Giorgia Meloni e Marina Berlusconi: tra vecchi rancori e mancanza di fiducia

Tra i sospetti di un accordo segreto tra Fi il Pd sulla legge elettorale e i vecchi rancori del passato, la svolta liberale della primogenita del Cavaliere rischia di diventare un vero problema per Palazzo Chigi

Da Silvia Forconi
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Se Elly Schlein presidia l’opposizione, il vero duello è tra Giorgia Meloni e Marina Berlusconi: la leader della destra di governo contro la primogenita di Silvio, considerata da molti la vera mente politica dietro Forza Italia. A riaccendere la tensione a Palazzo Chigi è stato il sondaggio di Alessandra Ghisleri per La Stampa, secondo cui un italiano su tre vorrebbe Marina alla guida degli azzurri.

Il “giallo” della legge elettorale 

Il 12 maggio, rumors giornalistici hanno ipotizzato un canale aperto tra il Pd e Gianni Letta, storico ambasciatore dei Berlusconi. Il timore della premier è che Forza Italia e il centrosinistra stiano cercando di sabotare la riforma elettorale per il 2027. Ne è nata una telefonata di chiarimento da Meloni a Tajani, sempre più stretto tra le esigenze di governo e quelle della famiglia Berlusconi. Sollecitata a intervenire, la figlia del Cavaliere si è presa l’intera mattinata per rilasciare una nota ufficiale in cui ha negato contatti diretti con le opposizioni, ma ha evitato di smentire le mosse di Letta. Un segnale che ha subito allarmato la premier.

Vecchi rancori e la svolta sui diritti

Quella tra Meloni e Marina è una convivenza forzata, sorretta da interessi comuni ma priva di fiducia. Marina Berlusconi non ha mai dimenticato quando, nel 2022,  il padre si lamentava dell’ ”ingratitudine” dell’alleata e la premier rispondeva con il memorabile ”non sono ricattabile”. Dal canto suo, a Palazzo Chigi resta il sospetto che Mediaset fosse al corrente dei fuorionda di Andrea Giambruno trasmessi da Striscia la Notizia nell’ottobre 2023. Infine il tentativo del governo di tassare gli extraprofitti bancari, mossa non apprezzata dalla presidente di Fininvest, azionista principale di Banca Mediolanum.

Oltre al passato, a preoccupare Fratelli d’Italia è la traiettoria futura. Con i suoi interventi, la manager ha impresso a Forza Italia una svolta liberale che guarda a diritti civili, comunità Lgbtq, ius scholae ed eutanasia. Uno sguardo al futuro molto lontano dal conservatorismo meloniano.

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