mercoledì 15 Luglio 2026
Orazio Schillaci ph Ansa

Fratelli d’Italia è il partito dei no vax. Via libera al reintegro dei medici negazionisti

Per la Federazione degli Ordini dei Medici si tratta di una grave delegittimazione. All'attacco le opposizioni, che hanno chiesto un'informativa urgente al Ministro Schillaci: «Una vergogna senza precedenti, non permetteremo il colpo di spugna»

Di Giustino Marai
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La apre alla possibile reiscrizione dei medici e degli operatori sanitari radiati durante la pandemia. In Commissione Affari sociali alla è passato un emendamento di Fratelli d’Italia alla riforma delle professioni sanitarie. Per la Fnomceo è una delegittimazione degli Ordini. Le opposizioni parlano invece di «vergogna senza precedenti».

Cosa prevede l’emendamento

La proposta, firmata da Alice Buonguerrieri di FdI, introduce un nuovo articolo 42-bis al Dpr 221 del 1950. I sanitari radiati dall’albo «per fatti non dolosi connessi alla pandemia» potranno chiedere la reiscrizione entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.
Non si tratta di un automatico. La finestra riguarda i casi in cui sia ancora pendente il ricorso davanti alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie. Se la radiazione deriva da una condanna penale, la domanda potrà essere presentata solo dopo la riabilitazione.

La linea di Buonguerrieri (FdI)

Buonguerrieri ha rivendicato la norma come una battaglia di e accusato la sinistra di voler proseguire una persecuzione. «Hanno chiuso in gli italiani», dice, «hanno abbassare le serrande di migliaia di attività, hanno compresso libertà costituzionali, hanno imposto un vaccino a tutta la popolazione nonostante si sapesse che non impediva il contagio e che poteva avere effetti avversi. Oggi vogliono continuare una assurda caccia alle streghe fuori tempo massimo contro quei medici, e operatori sanitari che chiamavano eroi e che poi hanno letteralmente perseguitato».
Per FdI, l’obiettivo è «ripristinare la vera libertà dei sanitari di operare in scienza e coscienza».

La Fnomceo: «Delegittimano gli Ordini»

Durissima la reazione della Federazione nazionale degli Ordini dei medici. «Siamo sconcertati, amareggiati e delusi», ha detto il presidente Filippo Anelli, denunciando «una delegittimazione del ruolo degli Ordini professionali» e «un affronto alle e a tutti i professionisti della salute che hanno sacrificato la loro vita per continuare a curare».
La radiazione, ha spiegato Anelli, è «l’extrema ratio, la che certifica che il sanitario si è voluto chiamare fuori dalla comunità professionale». Escludere un collega è «una ferita per tutta la comunità», ma serve «per difendere i pazienti e l’onore stesso della Professione».
«Non può chiamarsi medico chi adotta e diffonde terapie antiscientifiche», ha aggiunto Anelli, ricordando anche i 383 medici e odontoiatri morti durante il Covid «per continuare a curare».

Le opposizioni: «Vergogna senza precedenti»

Pd, M5S, Avs, Italia Viva, Azione e +Europa hanno attaccato il provvedimento. «È una vergogna senza precedenti», hanno scritto in una nota congiunta. «È un precedente pericolosissimo: si riscrive la di una fase drammatica del Paese, mentre oggi si premia chi si è sottratto a quell’obbligo».
«Come partiti di opposizione», prosegue la nota, «ci opporremo con tutte le nostre forze, perché questa è una offesa alla credibilità non solo della nostra sanità pubblica, ma dell’intero Paese. Non permetteremo che si cancelli, con un colpo di spugna, il sacrificio di chi ha servito la sanità pubblica nel momento più difficile della nostra storia recente».
La riforma dovrà ora passare dall’Aula di Montecitorio, dove il dibattito potrebbe arrivare prima della pausa estiva. Le opposizioni intanto hanno chiesto un’informativa urgente al Ministro della Salute Schillaci.

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