mercoledì 15 Luglio 2026
Giorgia Meloni e Roberto Vannacci.

Vannacci spinge Meloni al bivio: aprire a FN o giocarsi le elezioni anticipate

Secondo i recenti sondaggi, senza il generale il centrodestra non arriverebbe alla soglia necessaria a ottenere il premio di maggioranza. Forza Italia non sembra però disposta a estendere il perimetro della coalizione

Di Giustino Marai
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Roberto Vannacci diventa il problema che il non può più ignorare. I sondaggi registrano la crescita di Futuro Nazionale e mostrano un dato politico sempre più chiaro: senza il movimento del generale, l’attuale maggioranza rischia di non avere i numeri per vincere. Per si apre così un bivio: provare a imbarcare FN oppure giocarsi la carta delle anticipate prima che i rapporti di forza cambino ancora.

La crescita di Futuro Nazionale

Secondo le ultime rilevazioni, Fratelli d’Italia resta il primo partito del Paese, ma arretra e si attesta intorno al 27-28%. Forza Italia galleggia tra il 7 e l’8%, mentre la Lega continua a perdere terreno e si muove ormai nella fascia del 5-6%.
In questo quadro, Futuro Nazionale cresce rapidamente. I dati SWG del 22 e la Supermedia Agi/Youtrend indicano un avanzamento costante, vicino a un punto ogni due settimane. Se il ritmo dovesse proseguire, a settembre il movimento di Vannacci potrebbe superare non solo la Lega, ma anche Forza Italia.

Senza Vannacci, la maggioranza è sotto quota 42

Uno dei nodi è la nuova legge elettorale voluta dal centrodestra. Con il cosiddetto ““, il premio di maggioranza scatterebbe solo per la coalizione capace di superare il 42%. Ma, secondo il sondaggio citato, l’attuale centrodestra senza Futuro Nazionale si fermerebbe al 41,7%. La fotografia cambia se Vannacci entrasse in coalizione. Con FN, l’area di governo salirebbe al 47,7%, tornando ben sopra la soglia di sicurezza. Al momento, però, questa non è che un’ipotesi di : accogliere Vannacci significherebbe infatti quasi certamente dover rinunciare al sostegno di Forza Italia. Ovvero scendere di nuovo sotto il 42%.

I rapporti tesi con Forza Italia e Lega

Il partito azzurro, fedele alla cultura liberale e agli orientamenti della , non pare disposto ad accettare un’alleanza con Vannacci. Negli ultimi mesi le frizioni tra i due partiti si sono moltiplicate, sia a livello locale che su scala nazionale, con il generale che ha più volte attaccato Marina Berlusconi e denunciato la sua influenza su un partito in cui formalmente non riveste alcun ruolo.
Nonostante le maggiori affinità ideologiche, anche la Lega è sulle barricate: Vannacci viene infatti considerato un traditore nonché il principale responsabile dell’indebolimento del Carroccio e, ancor più, della segreteria di Matteo Salvini.

L’altra strada: il

Per sul tavolo c’è anche l’ipotesi più radicale, che potrebbe presto diventare la più ovvia: dimettersi e provare ad andare a elezioni anticipate prima che Futuro Nazionale cresca ancora. Sarebbe un modo per congelare o invertire i rapporti di forza attuali, costringendo gli elettori a scegliere subito da che parte stare. Anche questa strada presenta un’incognita: lo scioglimento delle Camere non dipende da Palazzo Chigi, bensì dal presidente della . Soluzioni parlamentari diverse dall’attuale perimetro di coalizione, però, non sembrano all’orizzonte. Per Meloni, le dimissioni potrebbero essere un rischio calcolato; con o senza la nuova legge elettorale.

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