domenica 30 Agosto 2026
Giorgia Meloni e Roberto Vannacci.

Vannacci spinge Meloni al bivio: aprire a FN o giocarsi le elezioni anticipate

Secondo i recenti sondaggi, senza il generale il centrodestra non arriverebbe alla soglia necessaria a ottenere il premio di maggioranza. Forza Italia non sembra però disposta a estendere il perimetro della coalizione

Di Giustino Marai
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Roberto Vannacci diventa il problema che il non può più ignorare. I sondaggi registrano la crescita di Futuro e mostrano un dato politico sempre più chiaro: senza il movimento del generale, l’attuale maggioranza rischia di non avere i numeri per vincere. Per si apre così un bivio: provare a imbarcare FN oppure giocarsi la carta delle elezioni anticipate prima che i rapporti di forza cambino ancora.

La crescita di Futuro Nazionale

Secondo le ultime rilevazioni, Fratelli d’ resta il primo del Paese, ma arretra e si attesta intorno al 27-28%. Forza Italia galleggia tra il 7 e l’8%, mentre la Lega continua a perdere terreno e si muove ormai nella fascia del 5-6%.
In questo quadro, Futuro Nazionale cresce rapidamente. I dati SWG del 22 giugno e la Supermedia Agi/Youtrend indicano un avanzamento costante, vicino a un punto ogni due settimane. Se il ritmo dovesse proseguire, a settembre il movimento di Vannacci potrebbe superare non solo la Lega, ma anche Forza Italia.

Senza Vannacci, la maggioranza è sotto quota 42

Uno dei nodi è la nuova legge elettorale voluta dal centrodestra. Con il cosiddetto “Melonellum”, il premio di maggioranza scatterebbe solo per la coalizione capace di superare il 42%. Ma, secondo il citato, l’attuale centrodestra senza Futuro Nazionale si fermerebbe al 41,7%. La fotografia cambia se Vannacci entrasse in coalizione. Con FN, l’area di salirebbe al 47,7%, tornando ben sopra la soglia di sicurezza. Al momento, però, questa non è che un’ipotesi di scuola: accogliere Vannacci significherebbe infatti quasi certamente dover rinunciare al sostegno di Forza Italia. Ovvero scendere di nuovo sotto il 42%.

I rapporti tesi con Forza Italia e Lega

Il partito azzurro, fedele alla cultura liberale e agli orientamenti della famiglia Berlusconi, non pare disposto ad accettare un’alleanza con Vannacci. Negli ultimi mesi le frizioni tra i due partiti si sono moltiplicate, sia a livello locale che su scala nazionale, con il generale che ha più volte attaccato Berlusconi e denunciato la sua influenza su un partito in cui formalmente non riveste alcun ruolo.
Nonostante le maggiori affinità ideologiche, anche la Lega è sulle barricate: Vannacci viene infatti considerato un traditore nonché il principale responsabile dell’indebolimento del Carroccio e, ancor più, della segreteria di Matteo Salvini.

L’altra strada: il voto anticipato

Per Meloni sul tavolo c’è anche l’ipotesi più radicale, che potrebbe presto diventare la più ovvia: dimettersi e provare ad andare a elezioni anticipate prima che Futuro Nazionale cresca ancora. Sarebbe un modo per congelare o invertire i rapporti di forza attuali, costringendo gli elettori a scegliere subito da che parte stare. Anche questa strada presenta un’incognita: lo scioglimento delle Camere non dipende da Palazzo Chigi, bensì dal della Repubblica. Soluzioni parlamentari diverse dall’attuale perimetro di coalizione, però, non sembrano all’orizzonte. Per Meloni, le dimissioni potrebbero essere un rischio calcolato; con o senza la nuova legge elettorale.

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