«Non esiste nessuna inchiesta di Report sull’eolico condizionata da Lavitola. In generale non esiste nessuna inchiesta di Report condizionata da Lavitola». Sigfrido Ranucci reagisce così all’esposto annunciato da FdI per ottenere chiarimenti sul rapporto tra il conduttore e Valter Lavitola. Intanto la redazione del programma lancia una mobilitazione contro la sospensione delle repliche estive decisa dalla Rai, invitando il pubblico a guardare su RaiPlay l’inchiesta che sarebbe dovuta andare in onda e a usare l’hashtag #giulemanidareport.
Anche le opposizioni vanno all’attaccano di viale Mazzini: «Giampaolo Rossi sta facendo il braccio armato dei vertici di Fratelli d’Italia» è il duro commento dei componenti M5s in Vigilanza Rai.
L’esposto di Fratelli d’Italia
Il partito di Giorgia Meloni è pronto a depositare un esposto in procura per chiedere ai magistrati di chiarire il rapporto tra Ranucci e Lavitola, indagato come presunto mandante dell’attentato al giornalista, e i presunti affari dell’ex editore nelle fonti rinnovabili nel Lazio. L’imprenditore avrebbe infatti dichiarato di essersi consultato con Ranucci su alcuni dossier.
FdI accompagna l’iniziativa con un provocatorio post sui social che rivendica lo stop alle repliche delle puntate della trasmissione: «Report va in vacanza. Ci auguriamo che la redazione di Sigfrido Ranucci approfitti della pausa estiva per fare chiarezza sull’amicizia tra il conduttore e Lavitola».
La sospensione delle repliche
La decisione della Rai di sospendere le repliche estive di Report, ufficialmente «in attesa che si faccia piena chiarezza» sulla vicenda dell’attentato, ha causato forti polemiche nei giorni scorsi. Imporre lo stop «per cautelare un marchio aziendale è una decisione che rischia di avere la stessa lettura che le bombe davanti casa mia siano state messe per amore», ha detto Ranucci. «A essere sospesa è la qualità del lavoro di una squadra e soprattutto la memoria di fatti importanti di questo Paese».
La nuova stagione del programma resta prevista per novembre, ma le acque agitate lasciano presagire che la guerra dei partiti di maggioranza a Report potrebbe non essere finita qui.
L’iniziativa della redazione
La redazione del programma ha lanciato intanto una mobilitazione sui social. «Siamo una squadra pesantemente attaccata — prima con un attentato, ora con una sospensione — ma non ci fermiamo: continuiamo a lavorare con la stessa determinazione di sempre», hanno scritto i giornalisti. «Stasera, alle 21.15, l’orario in cui saremmo dovuti andare in onda su Rai, collegatevi a RaiPlay e guardate l’inchiesta che sarebbe dovuta andare in onda. Poi fatevi una foto davanti allo schermo (o dello schermo) e pubblicatela sui social, taggandoci e usando l’hashtag #giulemanidareport».
Nella nota, la redazione definisce la sospensione «una censura senza precedenti» e ricorda la solidarietà arrivata dall’Ordine dei giornalisti e dall’Usigrai. «Report è anche il suo pubblico», scrivono ancora i giornalisti. «La memoria delle nostre inchieste non si sospende per decreto aziendale, e una squadra di giornalisti sotto attacco non è sola quando il pubblico le sta accanto. Report è un patrimonio di tutti».
Pd e Avs: «Ritorsione contro Report»
Le opposizioni attaccano la decisione della Rai. Per Sandro Ruotolo, responsabile informazione della segreteria Pd, la sospensione delle repliche ha «il sapore di una ritorsione nei confronti di una trasmissione che, in questi anni, ha rappresentato uno dei pochi spazi di giornalismo d’inchiesta e di approfondimento nel servizio pubblico».
Sulla stessa linea Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che giudicano «incomprensibile e sbagliata» la scelta dei vertici Rai. «Non si capisce a quale principio di cautela risponda una scelta che nulla ha a che vedere con l’indagine in corso», affermano i due leader di Avs. «Peraltro, giova ricordarlo, l’indagine di cui in questi giorni si sta occupando la cronaca vede il conduttore di Report Sigfrido Ranucci come parte lesa».
Il M5S: «Killeraggio mediatico e politico»
Ancora più duro il Movimento 5 Stelle in commissione di Vigilanza Rai: «La Rai meloniana dovrà rispondere fino in fondo della vergognosa decisione di sospendere le repliche di Report. Giampaolo Rossi sta facendo il braccio armato dei vertici di Fratelli d’Italia, che se ne fregano dell’informazione e vogliono fare fuori quello che per loro è il nemico pubblico numero uno».
I pentastellati sottolineano anche il possibile danno economico per il servizio pubblico: «Le repliche di Report fanno registrare una media del 7% di share. Roba che Cerno e Monteleone in due vite non riuscirebbero a raggiungere, visto che i loro programmi al massimo se li riguardano Fazzolari e Filini chiusi a via della Scrofa. Sospendere le repliche significa meno ascolti, meno introiti pubblicitari. Una perdita economica netta che pesa ancora una volta su chi paga il canone. Se ne dovrebbe occupare la Corte dei Conti».
Poi l’affondo: «FdI sta compiendo un killeraggio mediatico e politico con i soldi degli italiani».
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