Il giorno dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze nella legge elettorale presentato da FdI, Udc e Noi Moderati è iniziato con la caccia ai franchi tiratori del centrodestra. Secondo il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, si tratterebbe di circa 20-25 parlamentari della maggioranza. Ma, secondo i calcoli che si rincorrono nel centrodestra, potrebbero essere anche il doppio, considerando che i 7 deputati di Italia viva hanno votato a favore dell’emendamento. E non si esclude che circa 5 o 6 appartengano proprio al partito della Presidente del Consiglio.
FdI guarda con sospetto sia i leghisti sia i forzisti, ma non si esclude che anche qualche parlamentare donna di Fratelli d’Italia possa aver votato contro un emendamento che di fatto eliminava in gran parte l’alternanza di genere nelle liste elettorali.
I sospetti sui fedelissimi di Marina Berlusconi
I sospetti maggiori riguardano gli esponenti di Forza Italia più lontani da Antonio Tajani e al contempo più fedeli a Marina Berlusconi, la primogenita del fondatore del partito. Nelle prime ricostruzioni uscite dal Transatlantico è stata più volte nominata Marta Fascina, vedova del Cavaliere. “Non voglio commentare, è inutile”, ha però tagliato corto, senza soffermarsi sulla questione.
Legge elettorale: il timore dei franchi tiratori dentro FdI
“Gli amici di FdI si guardassero al loro interno, molti di noi hanno messaggi di deputati del loro gruppo che non avrebbero mai votato le preferenze” nella legge elettorale, ha invece dichiarato un altro esponente forzista, alimentando i sospetti che i “traditori” possano essersi annidati ovunque. A confermarlo è anche un parlamentare del partito di Meloni, che ammette: “L’errore è stato non modificare il tema di genere e comunque non si possono presentare emendamenti dall’alto”.
Dubbi anche sulla Lega
A riportare un po’ di calma sono le parole del deputato della Lega Stefano Candiani che, dopo aver negato la possibilità che i franchi tiratori appartengano alle fila del suo partito, ha aggiunto: “Non ci sono sorprese, la legge elettorale sarà approvata domani”.
Eppure proprio nella Lega vengono cerchiati in rosso alcuni nomi. I sospettati sono il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, il sottosegretario Federico Freni, e la viceministra Vannia Gava, anche lei
presente ma fra quelli che “non hanno partecipato al voto”. Inoltre, si stima che sarebbero stati 4 i voti recuperati se Fabio Rampelli non avesse dovuto presiedere la seduta al posto di Lorenzo Fontana.
L’avvicinamento a Futuro Nazionale
Eppure a creare qualche dubbio in maggioranza è anche la decisione assunta oggi da FdI, che ha deciso di votare a favore dell’emendamento presentato da Futuro Nazionale sulle preferenze. “È assurdo che a dettare l’agenda debba essere l’ex generale”, è la tesi di Lega e Forza Italia. Una posizione condivisa anche dal centrosinistra, che oggi ha sottolineato come questo voto abbia sancito la nascita di una “minoranza FdI-Fn“.
Meloni, però, sarebbe disposta a tutto per ottenere il via libera e nella maggioranza si riflette sulla possibilità di riportare il dossier al Senato, con una modifica da apportare a settembre, per poi procedere con la fiducia alla Camera in un terzo passaggio finale.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





