Il centrodestra si spacca ancora sulle preferenze. Dopo la bocciatura dell’emendamento presentato da FdI, Udc e Noi Moderati, oggi a creare scompiglio in Aula è stato lo stop alla proposta di modifica sullo stesso argomento presentata da Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. L’emendamento ha infatti ricevuto 233 voti contrari e 139 a favore. Il centrosinistra ha annunciato il voto contrario, di conseguenza tra i 139 voti a favore sono inclusi gli 8 deputati di Vannacci e 131 della maggioranza.
I deputati di FdI hanno confermato il loro voto a favore dell’emendamento. Lega e Forza Italia, invece, hanno continuato a manifestare scetticismo sul tema. “Quando è stato messo al voto il nostro emendamento oggi, abbiamo sentito chiaramente dai banchi della Lega l’indicazione di votare contro”, ha dichiarato il presidente di Fn con Vannacci, Edoardo Ziello. Quest’ultimo ha anche invitato la maggioranza ad avviare una riflessione interna per fare chiarezza a seguito degli eventi degli ultimi due giorni.
L’ira di Futuro Nazionale per la bocciatura
Già il 14 luglio, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha deciso di tirare dritto su un emendamento che non trovava consensi all’interno della sua coalizione e, in parte, anche all’interno del suo partito. Così, quando in Aula la proposta di FdI, Udc e Nm non è passata per un solo voto, è partita la caccia ai “franchi tiratori“. Si tratta di coloro che, sfruttando il voto segreto, hanno deciso di non seguire la linea dei segretari di partito.
Nonostante l’ira della leader di FdI, consapevole di essere stata tradita dai suoi stessi alleati, il centrodestra ha dato una nuova prova di frammentazione. Subito dopo l’annuncio della bocciatura, gli otto deputati di Fn in Aula hanno urlato “vergogna”, per poi esporre cartelli su cui era scritto: “Partiti padroni? No! Cittadini sovrani”.
L’amarezza è legata all’intenzione del gruppo di dare una sorta di via d’uscita a FdI, permettendo loro di ottenere il via libera a un emendamento sulle preferenze dopo la bocciatura di quello a firma FdI, Udc e Noi Moderati. “Ci riproviamo, diamo la possibilità alla maggioranza di votare le preferenze”, aveva infatti detto Davide Bergamini di Fn poco prima del voto. L’emendamento dei futuristi, a differenza di quello di FdI, prevedeva il meccanismo delle preferenze dirette senza i capilista bloccati.
Pd, M5S e Avs: “Oggi è nata una nuova minoranza di governo con FdI e Fn”
A sottolineare il cortocircuito e il crollo della compattezza della maggioranza sono gli stessi deputati dell’opposizione, che da ieri protestano e chiedono che Meloni salga al Quirinale per presentare le sue dimissioni. “Oggi si è creata una maggioranza di destra-destra”, ha sottolineato la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, a cui ha fatto eco il capogruppo del M5S, Riccardo Ricciardi: “Oggi si svela una nuova minoranza di governo, Fdi-Fn. Non si può andare avanti come se nulla stia accadendo in questo Parlamento“.
Al coro di sdegno si è unita anche Luana Zanella di Avs, che ha criticato il “tentativo di FdI di usare il gruppetto Vannacci come la stampella per un governo in crisi”. Le forze di opposizione hanno quindi chiesto una conferenza dei capigruppo immediata dopo la bocciatura dell’emendamento di Futuro Nazionale, in quanto non è possibile ignorare il fatto politico che ha portato il centrodestra a dividersi nuovamente.
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