Le bocciature degli emendamenti sulle preferenze alla Camera sono il segnale che anche tra le fila della politica lo scetticismo sulla riforma è piuttosto alto. Lo sottolinea la “Rete contro la legge elettorale” che è già al lavoro per comprendere in che modo contrastare un eventuale via libera al provvedimento. Nonostante le difficoltà della maggioranza, infatti, non è possibile escludere che il testo possa essere approvato.
Come spiegato dal coordinatore della Rete, Roberto Zaccaria, sono già pronte decine di ricorsi da presentare in vari Tribunali del Paese nel caso in cui la legge dovesse essere approvata in via definitiva. L’obiettivo è quello di un rinvio degli atti alla Corte costituzionale, che potrebbe intervenire per bloccare la riforma. Inoltre, la Rete è intenzionata a organizzare varie manifestazioni in tutta Italia per ricordare al Governo che il reale potere è nelle mani degli elettori.
I ricorsi per attirare l’attenzione della Consulta
Zaccaria conferma che un gruppo di avvocati sta lavorando a questi ricorsi, visto che i tempi sono strettissimi. Il fine è quello di portare la Consulta a decretare lo stop al testo prima delle prossime elezioni politiche, in quanto “non è pensabile andare a votare con una legge simile”. Il pericolo principale viene individuato nella scelta di un premio di maggioranza definito “abnorme” perché garantirebbe al vincitore delle elezioni di eleggere quasi in autonomia il prossimo Presidente della Repubblica.
“Noi vogliamo un voto libero e uguale”, spiega il coordinatore della Rete, ricordando che quanto accaduto in Aula il 14 e il 15 luglio è comunque da considerarsi “un segnale molto evidente che all’interno della stessa maggioranza ci sono dubbi e spaccature”.
Le manifestazioni in tutta Italia contro la legge elettorale
In parallelo, la Rete è pronta a organizzare una grande mobilitazione nazionale con una protesta simile a quella messa in atto contro il referendum sulla Giustizia dello scorso marzo. “Questa legge stravolge i nostri equilibri democratici”, sottolinea Zaccaria, evidenziando la necessità di coinvolgere i cittadini e l’elettorato nella battaglia a difesa della Costituzione.
Le manifestazioni sono previste a Milano, Firenze, e una città tra Napoli o Salerno. Come spiegato dal coordinatore si svolgeranno tutte dopo il 15 settembre, al fine di ottenere tutta la partecipazione possibile. Accanto a queste proteste, comunque, vi saranno altre iniziative nel resto d’Italia.
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