Abbandonare l’ipotesi di un Aventino e sfidare il centrodestra apertamente, sfruttando le sue divisioni interne per far crollare la riforma della legge elettorale in Aula. È questo il piano dell’opposizione in vista del voto sui circa 200 emendamenti alla proposta di riforma che inizierà alle 14 del 14 luglio alla Camera. Il Pd è pronto a chiedere il voto segreto anche sugli emendamenti sulle preferenze, nella speranza che i franchi tiratori presenti tra le file avversarie votino contro l’emendamento presentato il 13 luglio da FdI, Udc e Noi Moderati.
Il partito della premier ha presentato la proposta di modifica senza la firma dei partiti di Matteo Salvini e Antonio Tajani. Questi si sono riuniti a poche ore dal voto per chiarire la strategia da adottare. La Lega ha annunciato di voler votare a favore dell’emendamento e anche FI sembra pronta ad annunciare a breve il suo via libera.
Con il voto segreto, però, i membri di Lega e Forza Italia potranno liberamente esprimersi contro la proposta di modifica che prevede i capilista bloccati nelle liste elettorali e l’abolizione dell’alternanza uomo-donna tra il primo e il secondo nome nella lista. In questo modo, l’emendamento potrebbe essere bocciato e la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, potrebbe essere messa nella posizione di far slittare il voto sul testo a ottobre e magari arrivare anche a bloccarlo.
L’opposizione voterà unita
L’opposizione non molla le barricate e continua a sostenere che il testo della riforma della legge elettorale sia “irricevibile” e “inemendabile”. Da qui la decisione di ostacolare in ogni modo il via libera al provvedimento. Questa mattina i gruppi dell’opposizione si sono incontrati per mettere a punto gli ultimi dettagli, ben consapevoli comunque che la strategia potrebbe cambiare in Aula a seconda di come procederà il voto.
Al momento, l’obiettivo è quello di bocciare compatti tutti gli emendamenti del centrodestra e approvare tutti quelli presentati dagli alleati, compreso quello sulle preferenze presentato a sorpresa il 13 luglio dal M5S. “Voteremo anche tutti gli emendamenti dei nostri alleati che pure superano le liste bloccate con collegi uninominali o preferenze”, ha infatti affermato la segretaria del Pd, Elly Schlein. Dura anche la deputata dem Laura Boldrini, che ha parlato di una “legge truffa” finalizzata solo a introdurre il premierato.
Il nodo delle preferenze nel centrosinistra
Il voto segreto, comunque, potrebbe essere utile anche a qualche scettico presente nelle fila del centrosinistra. Sulle preferenze, infatti, l’opposizione non è unita. M5S e Iv sono a favore e infatti hanno depositato due diverse proposte per reintrodurle, il Pd si è spaccato con Stefano Bonaccini a favore e Chiara Gribaudo contro, mentre Avs si manifesta apertamente contraria. I pentastellati hanno comunque chiarito il merito della loro proposta: “Pur portando avanti una battaglia comune, bisogna smascherare il centrodestra che prova a truffare gli italiani con i capilista bloccati”. Un tentativo di migliorare il testo per quanto possibile, in vista di un comunque improbabile via libera.
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