lunedì 28 Settembre 2026
Matteo Salvini ph: ANSA

“Salvini al Viminale? È l’autocertificazione del fallimento del governo sulla sicurezza”

L’opinione dell’ex capo della polizia Gabrielli espressa durante la presentazione del libro, scritto con il vicedirettore di Repubblica Bonini, durante l’incontro “Sicurezza democratica”

Di Redazione
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Il pressing della Lega per rimettere il Matteo Salvini alla guida del Viminale non è altro che “l’autocertificazione del fallimento del governo sulle politiche della sicurezza”. A dirlo chiaramente è Franco , capo della polizia. E anche il vicedirettore di Repubblica Carlo Bonini condivide la sua opinione.

Il confronto è avvenuto durante l’incontro “Sicurezza democratica”, svoltosi a Bologna e moderato da Conchita Sannino. Sul tavolo, i temi caldi del libro scritto a quattro mani da Gabrielli e Bonini – “Contro la : manifesto per una sicurezza democratica” –. L’opera nasce proprio per sfatare i falsi miti della destra. , Bonini ha rimarcato la necessità di un cambio di rotta politico: “È il momento che il centrosinistra si riappropri del tema della sicurezza, perché uno dei più grandi errori commessi dalla è stato quello di cedere il tema alla propaganda della destra. Sono i più deboli che hanno bisogno di essere messi nelle condizioni di esercitare i propri diritti in modo libero e sicuro”.

L’affondo più duro di Gabrielli invece riguarda, appunto, le dinamiche che attanagliano il Viminale: “A me non è mai capitato di vedere che si mette in discussione un ministro importante come quello dell’Interno da parte della stessa maggioranza e della stessa formazione politica che l’ha proposto”. Un attacco che, secondo l’ex capo della polizia, evidenzia un altro nodo: “C’è anche una questione di sostanza, perché è la certificazione che questi quattro anni sono stati infruttuosi sulla sicurezza”.

Anche perché, aggiunge con ironia, “anche gli storni del Viminale, sanno chi fosse in realtà il vero ministro quando c’era Salvini e Matteo era il suo capo di gabinetto”. Infine, Gabrielli ha affrontato il tema dei migranti, criticando duramente il meccanismo del click day, che a suo dire finisce per favorire il e la gestione criminale dei flussi. La vera svolta, conclude, passa solo da una strategia opposta: “Bisogna investire nella scuola, nel e nell’insegnamento della “. Trasformando quindi l’integrazione in un vero e proprio investimento strategico.

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