giovedì 7 Maggio 2026
Marco Rubio

“La missione di Rubio in Italia: fare appello al Papa e ‘gestire’ Meloni”

Contenere lo scontro con il Vaticano e allentare le tensioni con la premier. Secondo Politico sono queste le priorità del segretario di Stato Usa

Da Maria Vittoria Ciocci
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Il segretario di Stato Usa Marco Rubio incontrerà oggi Papa Leone XIV, mentre il colloquio con la premier Giorgia Meloni è previsto per domani. Una missione che si articola in due punti essenziali: contenere lo scontro provocato da Donald Trump con il Vaticano e allentare le tensioni con il governo italiano. Ma l’approccio dovrà essere adeguato all’interlocutore.

Nel caso di Prevost, il braccio destro del tycoon non ha carte da giocare. Nessuna posizione di forza. Non funziona, infatti, con il Capo della Chiesa Cattolica la minaccia del ritiro delle truppe, dell’applicazione dei dazi o del ridimensionamento degli approvvigionamenti energetici. Timori che invece attanagliano la leader di Fratelli d’Italia e, in generale, i vertici europei. Il confronto, insomma, è decisivo per Meloni, ma non per il Papa.

I rapporti con il Vaticano

Marco Rubio sa che Donald Trump ha fatto un errore. Tanto che, pur non dissociandosi esplicitamente dalle controverse affermazioni del tycoon, ha comunque sostenuto che la stampa le avesse fraintese. Nella serata di martedì ha fatto intendere che avrebbe discusso di diversi punti con Leone XIV, ribadendo la linea statunitense relativa alla guerra nel Golfo e attribuendola alla minaccia nucleare iraniana.

La fede religiosa però è parte integrante dell’ideologia politica repubblicana e un scontro con il Vaticano rischia di provocare un’altra sforbiciata ai sondaggi. In vista delle elezioni di mid-term, l’amministrazione Usa non può permetterselo. Già indebolita dalla guerra in Iran e dal rincaro dei prezzi del carburante. “Ciò pone Rubio in una posizione insolita: non in una fase di contrattazione, ma di appello”, riflette quindi Politico.

Nonostante questo, un funzionario statunitense ha garantito: “Contrariamente ad alcune false narrazioni mediatiche, non chiederà il permesso di nulla”. E ha aggiunto: “È un cattolico praticante e parlerà francamente con la Chiesa sullo stato delle relazioni tra Stati Uniti e Vaticano. Se il presidente Trump decidesse di agire per proteggere la nostra sicurezza nazionale, non chiederà il permesso al Papa”.

Il nodo Meloni

Giorgia Meloni non gode del lusso di battere i piedi con Marco Rubio. L’Italia è un partner statunitense in Europa, ma non è fondamentale. È questa la sentenza di Politico, che vede nell’incontro con la premier più la “gestione di un alleato”, che un confronto alla pari. La maggioranza intende puntare soprattutto sugli ottimi rapporti di Rubio con il suo omologo, il viceministro Antonio Tajani.

Durante il vertice di ieri a Palazzo Chigi, la destra si è mostrata compatta sulla linea da seguire. Non solo l’esecutivo ha espresso la disponibilità a una missione internazionale di sminamento di Hormuz, ma il ministro della Difesa Guido Crosetto ha confermato – durante la Giornata delle Forze Armate italiane – l’apertura verso un incremento delle spese militari per la sicurezza. Una richiesta avanzata a più riprese dal tycoon.

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