giovedì 30 Aprile 2026

Sul riarmo la destra va in tilt e vota contro Giorgetti

Mentre il ministro dell'Economia chiede prudenza e "sacrifici" per la Difesa, i partiti di governo insistono sugli impegni presi con la NATO riguardo le spese militari

Da Silvia Forconi
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Non capita spesso di vedere una maggioranza che vota contro la linea del proprio Ministro dell’Economia, ma è quello che è successo in Commissione Esteri e Difesa al Senato. La questione che ha generato questa frattura è quella delle spese militari. Da una parte Giancarlo Giorgetti invita a “ridefinire le priorità“, dall’altra i suoi alleati non vogliono tagliare sulle spese militari

Il muro dei partiti

La questione del riarmo è un tema caro soprattutto a Fratelli d’Italia. Il senatore Michele Barcaiuolo ribadisce che gli impegni con la NATO non sono semplici suggerimenti da attuare, ma un “vincolo“. Dello stesso parere Forza Italia e Noi Moderati (in particolare Maurizio dell’Utri), decisi a rispettare l’aumento della spesa militare.
Alla fine la maggioranza ha approvato un parere che impegna il governo a raggiungere gli obiettivi NATO entro il 2035, smentendo la linea della “riprogrammazione” chiesta dal Ministero. Le opposizioni ovviamente si sono chieste se ci fosse stato un confronto tra Giorgetti e i partiti di destra poichè non sembra esserci stata una comunicazione chiara.

Lo scostamento

A rendere il quadro ancora più complicato è Matteo Salvini. Il leader della Lega vuole inserire nelle risoluzioni il riferimento allo “scostamento di bilancio”, dichiarandosi pronto a procedere anche senza il via libera di Bruxelles. Un’uscita che ha infastidito FdI, Forza Italia e lo stesso MEF, dato che la parola “scostamento” fa paura ai mercati e all’Europa.

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