giovedì 7 Maggio 2026

Caso Claudia Conte, Piantedosi querela Dagospia: ”Campagna diffamatoria seriale”

Finisce in tribunale lo scontro tra il Ministro e Dagospia dopo le voci sulla relazione con la Conte. L'accusa contesta una diffamazione ossessiva, la testata replica: ''Lui chiarisca i dubbi sulla sua condotta''

Da Silvia Forconi
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Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi passa alle vie legali contro Dagospia. Attraverso il suo avvocato, Roberto De Vita, il Ministro ha presentato una denuncia per diffamazione aggravata rivolta a Roberto D’Agostino. La decisione arriva a causa di quella che il legale definisce una ”campagna diffamatoria continuativa, massiva e seriale caratterizzata da oltre 50 contenuti pubblicati in poche settimane tra articoli, flash e post sui social”.

Le accuse

Secondo l’esposto, Dagospia avrebbe alimentato una narrazione in cui il Ministro avrebbe favorito illecitamente l’assegnazione di incarichi pubblici a Claudia Conte, la quale, in una recente intervista, aveva dichiarato di “non poter negare” la relazione con Piantedosi. Inoltre, per la difesa di Piantedosi, il portale di D’Agostino sarebbe andato oltre, diffondendo insinuazioni del tutto infondate che avrebbero gravemente leso l’immagine del Ministro, suggerendo una visione in cui lo stesso avrebbe anteposto i suoi interessi privati rispetto al suo ruolo istituzionale.

La nota del legale sottolinea come la ripetitività dei contenuti abbia generato nell’opinione pubblica un’immagine distorta del Ministro. ”L’iniziativa legale, spiega l’avvocato De Vita, si è resa necessaria a fronte di una progressiva amplificazione di allusioni che ledono la reputazione professionale e personale”.

La replica di Dagospia

In un articolo pubblicato oggi, la testata di Roberto D’Agostino ha respinto le accuse: ”Abbiamo fatto il nostro lavoro”, si legge sul sito. Secondo Dagospia, infatti, dovrebbe essere proprio il Ministro a chiarire il ”perimetro di una relazione extraconiugale mai smentita», un passo ritenuto necessario per «fugare dubbi e ombre legati al delicato incarico di ministro della legalità”.

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