sabato 31 Ottobre 2026

La avvelena con la candeggina nel caffè, la moglie lo smaschera con una telecamera

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – La donna avvelenata dal marito con la candeggina nel caffè aveva deciso di mettere fine al . Il dramma familiare avvenuto a Pistoia, secondo quanto ricostruito dalle indagini condotte dai carabinieri, affonda le radici in una lunga coniugale, aggravata dalla scoperta, da parte della donna, di una gestione finanziaria poco trasparente e di un ‘castello di menzogne’ accumulato nel . La decisione di separarsi ha innescato tensioni sempre più profonde: negli ultimi tempi i coniugi dormivano in camere separate e il marito non perdeva occasione per attribuire alla moglie la responsabilità della fine della relazione. 

La vicenda ha preso una piega pericolosa nell’ultima settimana di marzo, quando la donna ha notato anomalie nel caffè preparato quotidianamente. Nonostante la bevanda fosse solitamente preparata la sera precedente, quella mattina presentava un sapore acre e un odore insolito. Dopo averlo bevuto, la ha accusato malessere acuto, con tra cui cefalea intensa, dolori addominali e sudorazione fredda. Per proteggersi, la donna ha installato una telecamera domestica che ha ripreso l’uomo mentre, nelle ore notturne, versava una sostanza chimica a base di candeggina nella tazza destinata a lei. Le immagini hanno fornito agli investigatori decisive del tentato . 

L’intervento dei Carabinieri, coordinato dalla Procura di Pistoia, ha permesso di interrompere una condotta che avrebbe potuto avere conseguenze irreversibili, mettendo in sicurezza la vittima. La donna non ha richiesto ospedaliero ed è potuta rientrare a . 

L’arrestato è un uomo di 54 anni, carpentiere presso lo stabilimento Hitachi Rail di Pistoia dove segue le fasi di saldatura delle carrozze ferroviarie, è arrestato su ordinanza di custodia cautelare in carcere.  

Interrogato in carcere dal giudice per le indagini preliminari Patrizia Martucci, assistito dal suo difensore Marcello Montoro, l’uomo ha risposto a tutte le domande, difendendosi dall’accusa di lesioni gravissime, ma resta in attesa delle decisioni del giudice, che potrebbe confermare o attenuare la misura cautelare. 

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