venerdì 14 Agosto 2026

Euro digitale, la Bce vuole il pacchetto moneta unica entro il primo gennaio 2027

Di La Sintesi Online
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Il primo gennaio 2027 verrà celebrato il 25esimo anniversario dell’entrata in circolazione delle banconote e delle monete in euro. Piero Cipollone, Membro del comitato esecutivo della Bce, si augura che per allora sarà stato approvato il Pacchetto sulla moneta unica, includendo i dossier sul corso legale del contante e sull’euro digitale. Questo, ha spiegato alla Commissione Econ del Parlamento europeo, “lancerebbe un forte messaggio simbolico: il contante e l’euro digitale sono due facce della stessa medaglia”. Rispettare queste tempistiche, secondo Cipollone, “dimostrerebbe come la moneta che emettiamo in si evolve affinché la di pagamento dei cittadini resti intatta, che si tratti di contante fisico o di un euro digitale”. 

Intanto il dossier sull’euro digitale procede secondo le tempistiche preventivate, che prevedono il rilascio nel 2029 e l’inizio della fase pilota a metà 2027, mentre si attende il relativo regolamento. Ai lavori sul “beta digital euro”, come Cipollone definisce la versione dell’euro digitale protagonista della fase pilota, vogliono partecipare 50 candidati, che la Bce sta valutando. “Le domande ricevute mostrano un buon equilibrio tra i diversi modelli di , includendo banche di piccole e grandi dimensioni, Psp in veste di acquirer e distributori, oltre a garantire un’adeguata copertura geografica”. 

A luglio verranno annunciati i Psp (Payment service provider) per poi avviare lo sviluppo nel terzo trimestre di quest’anno. L’avvio effettivo della fase pilota è previsto per la seconda metà del 2027 e verrà utilizzata l’infrastruttura che l’Eurosistema sta sviluppando. L’ avrà un ruolo fondamentale in quell’infrastruttura: nel nostro Paese avranno sede dei data center su cui girerà l’euro digitale, gestiti da Bankitalia. I tre data center italiani, dei quali almeno uno a Roma, faranno parte di una rete europea più vasta che dovrà gestire un numero di transazioni molto superiore rispetto ai sistemi attuali della Bce. 

La fase pilota convaliderà le funzionalità dell’infrastruttura “in reali e ci consentirà di raccogliere i feedback di tutti i partecipanti”, dice Cipollone. “Garantire che le persone rimangano libere di utilizzare il contante è al centro del nostro lavoro come centrale. Accogliamo con favore il fatto che le proposte legislative sul corso legale del contante e sull’euro digitale siano state trattate come un unico pacchetto. Ciò rafforza l’idea che il contante in euro e l’euro digitale siano la stessa moneta: utilizzano semplicemente tecnologie diverse. Sosteniamo fermamente la proposta sul corso legale del contante, in quanto ne salvaguarda l’accettazione e la disponibilità, allineando finalmente le politiche sul contante in tutta l’area dell’euro. Il nostro impegno a favore del contante si riflette anche nell’attuale di restyling delle banconote in euro. Il nuovo design si baserà sui temi della ‘Cultura europea’ o di ‘Fiumi e uccelli’. Prevediamo di prendere una decisione sul tema entro la fine di quest’anno. Ci stiamo preparando a emettere i primi tagli della nuova di banconote all’inizio degli anni 2030. Incorporeranno caratteristiche di sicurezza avanzate e saranno prodotte utilizzando materiali e metodi di produzione più sostenibili”, ha detto Cipollone. 

A maggio, ha ricordato Cipollone, “abbiamo siglato accordi di cooperazione con tre enti normatori europei, fornendo così al mercato chiarezza fin da subito sugli standard che l’euro digitale utilizzerà e sui quali gli operatori privati possono già iniziare a costruire in sicurezza le loro soluzioni. Oggi l’Europa dipende fortemente dagli standard proprietari controllati dai circuiti di carte internazionali – ha continuato Cipollone -. Ciò limita la scalabilità delle soluzioni europee”. L’euro digitale, invece, grazie al suo status di corso legale, “fornirà standard aperti e uniformi in tutta l’area dell’euro, garantendo che tutte le carte di pagamento, gli smartphone e i terminali parlino la stessa lingua europea, creata e di nostra proprietà. Sfruttando gli standard dell’euro digitale, anche le soluzioni private di pagamento europee potranno espandersi in tutta l’area dell’euro e diversificare gli use case. Riutilizzeremo questi standard aperti europei già esistenti per l’elaborazione dei pagamenti online in euro digitale. Gli standard sono stati individuati in stretta collaborazione con i partecipanti al mercato attraverso il Rulebook development group dell’euro digitale”. 

Tuttavia, la sola chiarezza tecnica non è sufficiente, secondo Cipollone. “Solo i co-legislatori possono fornire la certezza giuridica che questi standard si applicheranno in tutta l’area dell’euro, istituendo un euro digitale con status di corso legale. È pertanto essenziale compiere progressi tempestivi sul quadro legislativo. Ciò consentirà ai benefici di questi standard di concretizzarsi e ai player europei di crescere su scala ancor prima dell’emissione dell’euro digitale, contribuendo così alla nostra autonomia nel settore dei pagamenti”. (di Alessandro Pulcini) 

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