lunedì 28 Settembre 2026

Iran, risarcimenti e sanzioni: i nodi che dividono Teheran e Trump

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – I risarcimenti economici richiesti da Teheran per far fronte ai danni di guerra e la revoca delle rappresentano alcuni degli ultimi ostacoli che frenano il raggiungimento di un accordo sul nucleare tra e . Lo riferisce la Cnn, citando un funzionario americano informato sui negoziati, secondo il quale il presidente è determinato a chiudere un’intesa che possa essere considerata più vantaggiosa rispetto al Jcpoa, siglato nel 2015 dall’ di . 

 

Secondo l’emittente, l’Iran avrebbe comunicato ai mediatori di voler ottenere una forma di compensazione economica immediatamente dopo la firma di un memorandum d’intesa iniziale tra le parti, senza attendere le fasi successive dell’accordo. Una richiesta che incontra la resistenza dell’amministrazione , preoccupata che lo sblocco anticipato di fondi possa ridurre la pressione economica esercitata su Teheran ed indebolire uno dei principali strumenti di leva negoziale a disposizione di . 

La questione è particolarmente delicata per Trump, che avrebbe chiarito ai suoi collaboratori di non voler sottoscrivere alcun accordo che preveda un trasferimento diretto di denaro americano all’Iran. Il presidente, infatti, continua a criticare l’intesa raggiunta da Obama, che comportò lo sblocco di 1,7 miliardi di dollari a favore di Teheran. Nelle trattative in corso, invece, l’Iran avrebbe avanzato per circa 12 miliardi di dollari. 

Per superare l’impasse, i consiglieri della Casa Bianca starebbero valutando formule alternative che consentano all’Iran di ottenere benefici economici senza un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti. Tra le ipotesi esaminate vi sarebbe lo sblocco di fondi iraniani congelati da parte di Paesi terzi, come il Qatar, oppure quello di asset utilizzabili esclusivamente per finalità umanitarie, come l’acquisto di medicinali, alimenti e prodotti agricoli. 

Un’altra proposta discussa nelle ultime settimane prevederebbe la creazione di un fondo internazionale per la ricostruzione dell’Iran, finanziato principalmente dai Paesi del Golfo e attivabile solo dopo il raggiungimento di un accordo definitivo. 

La Casa Bianca continua tuttavia a sostenere che Teheran non riceverà alcun alleggerimento delle sanzioni né accesso ai fondi congelati finché non rinuncerà alle proprie scorte di uranio altamente arricchito. “Abbiamo il controllo dei soldi che (gli iraniani, ndr) sostengono essere loro – ha dichiarato Trump durante una riunione di gabinetto la scorsa settimana – Manterremo il controllo di quei soldi. Quando si comporteranno in modo corretto e faranno ciò che è giusto, glieli restituiremo. Ma per ora non lo faremo”. 

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