lunedì 31 Agosto 2026

Dieci anni di VivaTech: la ricetta europea per la sovranità tecnologica

Di La Sintesi Online
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() – VivaTech taglia il traguardo del suo decimo anniversario in un momento di profonda trasformazione per il settore, accelerata dall’esplosione dell’intelligenza artificiale e dalla necessità per il Vecchio Continente di definire una propria autonomia strategica. “Per questa decima edizione stiamo scalando, un ‘ come fa una “, spiega François Bitouzet, Managing Director di VivaTech, tracciando un dei successi della manifestazione e guardando alle sfide future dell’ecosistema tecnologico europeo. 

Con uno espositivo ampliato del 30% e la partecipazione di circa 15.000 startup, l’evento si è confermato il fulcro del dibattito internazionale. “Questa nuova dimensione rende VivaTech il luogo perfetto per esplorare le grandi discussioni del momento che oggi, inevitabilmente, ruotano attorno all’IA e alla sovranità tecnologica”, afferma Bitouzet, sottolineando il ruolo centrale dell’evento nel dettare l’agenda digitale globale. 

Un’edizione, questa, caratterizzata anche da una forte apertura verso il pubblico e non solo gli adetti ai lavori, attenzione culminata in un evento speciale organizzato agli Champs-Élysées. “La tecnologia è ormai fondamentale nella vita di tutti, per questo dobbiamo portare l’innovazione direttamente alle persone, invece di aspettare che siano loro a cercarla”, commenta il Managing Director. L’iniziativa ha riscosso un grande successo, mostrando al pubblico circa quaranta progetti legati alla salute, alla robotica e al futuro del lavoro: “È stato un bellissimo momento di connessione e vicinanza tra i cittadini e l’ecosistema tech. Ne siamo davvero orgogliosi”, aggiunge. 

Il tema della sovranità digitale resta però il vero nodo politico ed economico per il futuro dell’, e VivaTech si propone come terreno di incontro tra mondi che spesso faticano a dialogare. “Il nostro compito è mostrare la qualità e la forza del nostro ecosistema: se vogliamo la sovranità tecnologica, dobbiamo prima dimostrare alle persone che abbiamo i talenti e le startup per ottenerla”, dichiara Bitouzet. All’interno della fiera, lo spazio di confronto ha permesso di far sedere allo stesso tavolo attori con interessi contrapposti: “Le startup parlano di sovranità ma spesso rifiutano i regolamenti, mentre i decisori politici a si concentrano sulle leggi. Averli uniti nella stessa stanza, insieme a e capi di Stato di diciannove Paesi, è essenziale per trovare un terreno “. 

Sul significato profondo di “sovranità europea”, Bitouzet evidenzia il dibattito in corso tra due diverse visioni: quella francese e quella tedesca. “La visione francese tende a voler fare tutto in casa, dalle ai data center, fino ai modelli linguistici (LLM) e al cloud”, osserva il Managing Director. “Al contrario, la visione della Germania – che quest’anno è il nostro Paese partner – suggerisce che essere sovrani non significa essere indipendenti su ogni singolo aspetto, ma evitare di dipendere da un solo fornitore o da un unico Paese. Si tratta di diversificare i partner globali, stringendo legami con realtà come il Canada, l’India o il Giappone, e imparando a dare priorità ai settori critici, come la difesa o la sanità. Probabilmente la strada giusta per l’Europa si troverà nel mezzo, e VivaTech vuole contribuire a questa sintesi”. 

Nonostante la crescita del settore, rimangono ancora forti ostacoli che spingono molti fondatori europei a trasferirsi negli Stati Uniti. Bitouzet ne individua principalmente tre. Il primo è la frammentazione del mercato: “Se una startup tedesca vuole espandersi negli USA, trova un mercato unico e ben organizzato. In Europa, invece, deve scontrarsi con ventisei mercati nazionali differenti”. Il secondo problema è legato al mercato dei capitali: “Fino a cento o duecento milioni di euro i finanziamenti in Europa si trovano, ma oltre questa soglia non abbiamo un mercato dei capitali integrato a livello europeo in grado di supportare la crescita successiva”. Infine, vi è una questione culturale: “Il mito della Silicon Valley ha ancora un forte richiamo sui giovani imprenditori. Dobbiamo essere capaci di costruire una narrazione di successo tutta europea, ed è proprio l’obiettivo su cui stiamo lavorando”. 

Guardando al futuro, l’ambizione di VivaTech è quella di trasformare il successo dell’evento annuale in un supporto costante e continuo per la community. “Il futuro è luminoso”, conclude Bitouzet con un sorriso. “Vogliamo capire come essere ancora più utili, magari esportando il format o creando una rete attiva tutto l’anno. Qualunque cosa faremo, manterremo intatto il nostro DNA, continuando a sorprendere e portando avanti un approccio tipicamente europeo: grande ambizione globale, ma sempre accompagnata da un pizzico di energia e divertimento”. 

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