giovedì 13 Agosto 2026

Terremoto Venezuela, impatto devastante sull’economia del Paese ancora in ginocchio nel dopo Maduro

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) –
Il che ha colpito il Venezuela, il più forte in oltre un secolo, non poteva arrivare in momento peggiore per il Paese latinoamericano che sconta anni di inflazione galoppante, corruzione governativa e cattiva gestione dell’industria petrolifera e delle più grandi riserve di del mondo, con un ridotto dell’80% rispetto al 2013.
 

Una situazione che non migliorata dopo la cattura, con un blitz delle forze speciali Usa, del presidente Nicolas Maduro e l’ascesa al potere della sua allora vice, Delcy Rodriguez alla guida di un , che pur mantenendo la facciata di continuità bolivariana, si è allineato alle di Donald Trump, avviando una cauta liberalizzazione dell’economia e l’apertura alle compagnie petrolifere straniere, ottenendo in la revoca delle azzoppanti sanzioni che gli imponevano a Caracas.  

Nonostante la revoca delle sanzioni, e il graduale aumento della produzione petrolifera, l’inflazione rimane alta, i salari bassi e per i venezuelani quotidianamente lottano per i essenziali, dal pieno di benzina all’acquisto dei medicinali. Nel 2025 quasi 8 miloni di persone, vale a dire un terzo della popolazione, ha avuto bisogno di assistenza umanitaria, secondo dati dell’Onu. Numeri che il devastante sisma faranno crescere.  

Una catastrofe naturale di questa portata, che si teme potrà aver provocato migliaia di vittime, appare destinata a compromettere gravemente le fragili speranze di ripresa economica, in particolare dell’industria petrolifera che ha bisogno di miliardi di dollari di investimenti nelle infrastrutture obsolete. In generale dopo anni di profonda crisi economica, il Venezuela manca di infrastrutture, dalla rete elettrica e idrica agli ospedali, per affrontare una tale crisi.  

Secondo le prime proiezioni dell’Us Geological Survey, si stima che il sisma provocherà danni economici tra i 10 e i 100 miliardi di dollari, cifra che è praticamente pari all’intero attuale valore dell’economia venezuelana. Secondo alcuni , infatti, oltre ai crolli provocati dalle due fortissime scosse, di magnitudo 7.2 e 7.5, bisogna tenere conto del rischio di incendi che potrebbero divampare tra le macerie a causa della rottura delle tubature del gas e del sistema elettrico, come ha spiegato alla Cnn Lucy Jones, sismologo del Institute of Technology, sottolineando che questi incendi potrebbero raddoppiare i danni e le perdite economiche provocate dal terremoto.  

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