mercoledì 14 Ottobre 2026
Gli effetti del terremoto a La Guaira, Venezuela, 01 July 2026. EPA/MIGUEL GUTIERREZ

Venezuela, almeno 2.295 morti. La presidente Rodríguez proclama sette giorni di lutto nazionale

Il bilancio continua ad aggravarsi di ora in ora: i feriti sono oltre 11mila, mentre non esiste un numero ufficiale dei dispersi, si parla di decine di migliaia. Cresce il rischio di epidemie

Di Redazione
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Il Venezuela ha proclamato sette giorni di lutto nazionale per le del terremoto del 24 giugno. Nel frattempo il bilancio ufficiale è salito a 2.295 morti e oltre 11mila feriti. Pioggia, macerie e rischio epidemie complicano la ricerca degli ultimi dispersi; le speranze di trovare qualcuno ancora in vita calano di ora in ora.

Il lutto nazionale

Ad annunciare il lutto è stata la presidente ad interim Delcy Rodríguez, con un messaggio su Telegram: «In omaggio alla memoria delle vittime, ho deciso di decretare il lutto nazionale per sette giorni, a partire dalle 18 di mercoledì», ha scritto. «Il Venezuela ha l’anima ferita dalle perdite umane causate dai devastanti terremoti».
Secondo l’ultimo aggiornamento del presidente del Parlamento, Jorge Rodríguez, le vittime accertate sono 2.295, i feriti sono oltre 11mila, mentre 6.461 persone sono state estratte vive dalle macerie. Non esiste ancora un numero ufficiale dei dispersi. Fonti non governative parlano di decine di migliaia di persone di cui non si trova traccia, anche se il dato sarebbe in calo rispetto ai giorni scorsi.

Altre scosse a La Guaira

Oltre alla , i danni maggiori hanno riguardato lo stato di La Guaira, sulla costa settentrionale, dichiarata zona di disastro e posta sotto controllo militare. Dal 24 giugno, la terra non si è mai fermata: fino a mercoledì sera sono state registrate 782 repliche. Rodríguez ha parlato di un calo di intensità e frequenza, ma ha invitato alla prudenza: «La minaccia sembra diminuire, ma non è », ha avvertito.
Il governo ha chiesto ai cittadini danneggiati di registrarsi sulla piattaforma Patri, per accelerare la consegna degli sociali e trovare soluzioni per chi ha perso la casa.

Ultime speranze per i dispersi

Molti contingenti internazionali hanno già lasciato il Venezuela, perché la finestra tecnica per trovare superstiti è quasi esaurita. Ma in alcune zone si scava ancora. A Playa Grande i soccorritori continuano a lavorare per raggiungere Hernan Gil, 47 anni, rimasto intrappolato nel commerciale Galerias. I pompieri del Salvador sono riusciti a parlargli e ad alimentarlo con una sonda, ma tra lui e l’uscita restano metri di macerie. A Macuto si è invece chiusa la ricerca di Valentina, 14 anni. Per ore aveva risposto alle dei soccorritori. Poi la pioggia ha coperto ogni rumore. Quando le squadre hanno ripreso a chiamarla, non è arrivata più alcuna risposta.

Il rischio di epidemie

La Nasa, confrontando immagini satellitari prima e dopo il , stima circa 58.800 edifici danneggiati o crollati. Il Programma delle per lo sviluppo valuta i danni a e beni materiali in circa 6,7 miliardi di dollari.
Con il caldo, le piogge e molti corpi ancora sotto le macerie, cresce anche il rischio sanitario. «Fa molto caldo e c’è molta preoccupazione per le potenziali malattie trasmissibili», ha detto Veronique Durroux, portavoce dell’agenzia umanitaria dell’Onu per l’America Latina e i Caraibi. «La gestione dei rifiuti è un problema. La gestione dei detriti, vista l’entità della devastazione, è molto preoccupante».

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