mercoledì 14 Ottobre 2026

Tumori, allarme Oms: senza interventi urgenti i nuovi casi rischiano di raddoppiare entro il 2050

Di La Sintesi Online
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() – Senza un intervento urgente i nuovi casi annui di tumore rischiano quasi di raddoppiare entro il 2050. E’ il monito lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) alla luce delle previsioni contenute nel Global Status Report on Cancer 2026, diffuso oggi. Già adesso, evidenzia l’agenzia per la , milioni di persone stanno affrontando le conseguenze fisiche, emotive e finanziarie di un cancro, che miete ogni giorno oltre 26mila vittime. Ad allarmare sono le proiezioni che suggeriscono un’impennata dei numeri nell’arco di circa 25 anni. Con circa 20,6 milioni di nuove diagnosi e quasi 10 milioni di decessi all’anno, il cancro rimane la seconda di morte a livello globale, dopo le malattie cardiovascolari. E se non si riuscirà a modificare questo trend si prevede che i casi annuali saliranno a quasi 35 milioni entro il 2050. Invertire la tendenza, spiega l’Oms, “richiederà un fondamentale verso un approccio incentrato sulla persona, che risponda ai bisogni sanitari e alle esperienze di vita delle persone colpite e delle comunità.  

Il report, elaborato dall’Oms con l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), fornisce un’analisi completa dei progressi compiuti in aree chiave come l’impegno politico, la prevenzione del cancro – in particolare il controllo del tabagismo e i programmi di vaccinazione – e gli nelle cure. Tuttavia, dal documento emergono non solo i passi avanti, ma anche persistenti e crescenti disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione, alla diagnosi, al trattamento e alle cure di supporto, con milioni di persone che rimangono senza i servizi di cui hanno bisogno. L’analisi mostra che, mentre nei Paesi ad alto reddito l’87% delle donne con tumore al seno sopravvive a 5 anni dalla diagnosi, nei Paesi a basso reddito la percentuale scende al 42%. Meno di 1 Paese su 3, inoltre, include attualmente la cura del cancro nei propri pacchetti di copertura sanitaria universale.  

“Il cancro è una malattia profondamente personale che tocca quasi tutti noi. Ma la non dovrebbe mai dipendere dal luogo di nascita o dal reddito di una persona”, ha ammonito il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Le disuguaglianze documentate in questo non sono inevitabili; sono la conseguenza di scelte e possono essere invertite attraverso un’ più incisiva e unitaria”.  

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