domenica 30 Agosto 2026

Infettivologo Cascio: “Per long acting in Hiv più integrazione tra medici e infermieri”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – La diffusione delle terapie long acting in Sicilia richiede un rafforzamento dell’organizzazione dei centri che seguono le persone con Hiv. “Il modello organizzativo deve puntare su un lavoro integrato tra medici e e su un’attenta condivisione della scelta terapeutica con il ”. Lo ha detto Antonio Cascio, dell’unità Malattie infettive e Centro regionale di riferimento Aids del Policlinico “Paolo Giaccone” di , intervenendo oggi, nel capoluogo siciliano all’evento ‘Hiv e terapie Long-Acting: un passo verso infezioni zero’. 

“L’ambulatorio deve essere strutturato – ha continuato Cascio – con un database per accedere alle cartelle elettroniche, così come è importante il infermieristico perché, ovviamente, sono gli infermieri che devono somministrare la terapia. La long acting, oltre a migliorare l’aderenza alle cure, riduce il peso psicologico della terapia quotidiana, contribuendo ad attenuare lo stigma e il continuo richiamo alla malattia”. 

Al policlinico di Palermo “sono circa 115 le persone in cura con long acting, un numero uguale a quelli trattati dagli Civico di Palermo e Garibaldi di – ha illustrato l’esperto – Inoltre, il di abbandono è molto contenuto, ed è legato soprattutto al dolore nel sito di iniezione, generalmente limitato alle prime somministrazioni. L’obiettivo resta quello di ampliare ulteriormente l’accesso a queste cure, nella consapevolezza che oggi l’Hiv, se adeguatamente trattato – ha concluso – è una condizione cronica che consente una qualità e un’aspettativa paragonabili a quelle della popolazione generale”.  

cronaca

webinfo@adnkronos.com ( Info)

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