mercoledì 14 Ottobre 2026

Milano, insulti contro ebrei: rapper Sacky rischia il processo

Di La Sintesi Online
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() – Circondati e insultati per la loro fede. “Fuck Israel” è la frase che due , riconoscibili per il tipico copricapo (kippah) si sono sentiti rivolgere più volte appena usciti da un supermercato in piazzale Siena a Milano, lo scorso 1 marzo, da ragazzi – tra loro anche il rapper Sacky all’anagrafe Sami Abou El Hassan – che ora rischiano il processo a Milano con l’accusa di lesioni e minacce aggravate dall’ razziale.  

Le vittime di origine argentina – arrivate a Milano per frequentare un seminario su insegnamenti e tradizioni ebraiche – vengono circondate e il 19enne viene colpito con più al volto, per lui la prognosi di 15 giorni riporta una “frattura chiusa delle ossa nasali e concussione”. Le indagini del pm Francesco Cajani, condotte dai carabinieri del Nucleo informativo, partono dall’analisi delle telecamere di videosorveglianza del supermercato e il ‘match’ restituisce il nome di Hamza Abdurhman, 23 anni, pugile per diletto e braccio destro del rapper già al centro della cronaca giudiziaria, oltre che musicale. A metà maggio viene sottoposto agli arresti domiciliari, su ordine della gip Sara Cipolla, con l’accusa di lesioni e minacce aggravate dall’odio razziale. 

Sempre dalle immagini gli investigatori identificano il trapper ventiquattrenne da ottocentomila ascoltatori mensili su Spotify. A lui – come anticipato da La Stampa, Il Giorno, Repubblica e Corriere della Sera – è stato notificato un avviso di chiusura delle indagini preliminari con le stesse accuse di Abdurhman. Sacky “Dapprima indicava (sollevando il braccio destro)” i due con la kippah “nel momento in cui questi uscivano dal supermercato”, poi dopo che l’amico Abdurhman aveva aggredito il 19enne “toccava quest’ultimo con la mano , dandosi alla successiva assieme correi senza mostrare alcuna dissociazione dall’azione illecita complessivamente compiuta”. Un aggravato dai “futili motivi” perché commesso da “più persone riunite e per finalità di discriminazione e odio religioso” si sottolinea nell’atto di chiusura .  

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cronaca

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