mercoledì 14 Ottobre 2026
Call center

IA e call center: 35 mila posti di lavoro a rischio. I sindacati proclamano lo sciopero

L’opposizione chiede l’intervento del ministro delle Imprese e del Made in Italy: «È in atto un’emergenza occupazionale. Siete voi a decidere se le innovazioni creano lavoro o disoccupazione»

Di Redazione
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L’Intelligenza Artificiale rischia di togliere il a 35 mila operatori dei call center. È un settore già in ginocchio a causa delle innovazioni tecnologiche. Dal 2010 il numero di lavoratori che si occupa dell’assistenza telefonica agli utenti è stato più che dimezzato, prima a causa della delocalizzazione e dello smart working, poi per colpa dell’automazione e dunque la sostituzione degli addetti con chatbot e . Soprattutto nel Sud questo può trasformarsi in un problema occupazionale: solo in Sardegna sono attivi 3 mila addetti, in 5 mila e in Campania quasi 18 mila.

Per questa ragione i sindacati del settore Crm/Bpo hanno annunciato lo della durata di 15 giorni, dal 13 al 27 luglio. Le sigle Slc Cgil, Fistel e Uilfpc Uil hanno ribadito che «è in atto una trasformazione completamente non governata, che sta degenerando in un’emergenza occupazionale».

In un contesto così, è anche la risposta insufficiente del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a preoccupare sindacati e addetti ai call center. «Il settore attraversa una crisi strutturale che va governata per tutelare l’ in maniera che nessun lavoro resti escluso dalla innovazione che dobbiamo sostenere», le sue parole. Tutto e niente.

Infatti la del M5S ha sottolineato: «Lei è pagato dagli italiani per governare i processi e proteggere i lavoratori e imprese, non per stare lì a commentare. Siete voi, con le vostre scelte, a decidere se l’innovazione crea lavoro o disoccupazione». Di fronte alle mancate risposte del ministro Urso, l’opposizione si è anche alla ministra del Lavoro Marina Calderone, chiedendo un’informativa urgente. I pentastellati hanno ribadito che «la crisi dei call center corre lungo tutta la filiera e sta diventando un’emergenza industriale ». Nei prossimi anni, l’impiego dell’Intelligenza Artificiale, insistono, potrebbe provocare la perdita di oltre «6 milioni di posti» di lavoro.

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