martedì 20 Ottobre 2026
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A Gaza l’Onu taglia gli aiuti alimentari a 500mila palestinesi

Il Programma alimentare mondiale riduce di un terzo gli interventi nella Striscia per mancanza di finanziamenti: i beneficiari mensili scendono da 1,6 milioni a 1,1 milioni

Di Redazione
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La nella torna ad aggravarsi. Il Programma alimentare mondiale (), l’agenzia delle che si occupa di assistenza alimentare, ha annunciato il 19 ottobre una drastica riduzione degli a causa della carenza di economiche. Circa 500mila palestinesi perderanno l’accesso al sostegno alimentare mensile, proprio mentre centinaia di migliaia di famiglie continuano a lottare quotidianamente per procurarsi cibo sufficiente.

La decisione riguarda un programma che, negli ultimi mesi, ha raggiunto circa 1,6 milioni di persone nella Striscia. Con i nuovi , l’organizzazione potrà assistere soltanto 1,1 milioni di beneficiari. L’agenzia segnala inoltre una grave difficoltà finanziaria: per garantire le operazioni essenziali a Gaza e in Cisgiordania nei prossimi sei mesi, servono 450 milioni di dollari aggiuntivi.

Razioni dimezzate e meno pasti caldi

Le riduzioni non riguardano soltanto le persone che perderanno completamente gli aiuti. Il Pam dimezzerà anche le razioni alimentari per le famiglie che continueranno a ricevere assistenza, passando da due pacchi alimentari a uno. L’organizzazione ridurrà inoltre i contributi economici destinati a 75mila famiglie e diminuirà la distribuzione quotidiana di pasti caldi, che passerà da 250mila a 150mila.

Nelle aree più difficili da raggiungere, alcune famiglie riceveranno un caldo a giorni alterni anziché ogni giorno. Una scelta che rischia di aggravare ulteriormente le di chi non dispone di entrate regolari e dipende quasi completamente dagli aiuti umanitari per sopravvivere.

Due terzi della popolazione affrontano la fame

I dati del Pam delineano uno scenario estremamente preoccupante: circa 1,4 milioni di persone, pari a due terzi della popolazione di Gaza, affrontano livelli di insicurezza alimentare acuta. Tra queste, circa 200mila persone vivono una situazione di alimentare.

L’agenzia avverte che i progressi registrati negli ultimi mesi restano fragili e potrebbero svanire rapidamente senza nuovi finanziamenti. Con l’avvicinarsi dell’inverno, la scarsità di risorse rischia quindi di aggravare le difficoltà delle famiglie sfollate, che devono affrontare anche la mancanza di ripari adeguati e di servizi essenziali. Il Pam chiede alla comunità internazionale di intervenire con urgenza per evitare un ulteriore peggioramento della crisi alimentare nella Striscia.

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