Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi un decreto legge per sostenere autotrasporto, agricoltura e pesca, alle prese con l’impennata dei costi del carburante. Il provvedimento prevede 60 milioni di euro per gli agricoltori e 10 milioni per le imprese della pesca, attraverso contributi destinati a compensare parte delle spese sostenute per il gasolio. Il governo punta inoltre a sostenere gli autotrasportatori con crediti d’imposta, misure per favorire la liquidità delle imprese e la sospensione dei canoni di leasing dei mezzi pesanti. Nel frattempo, Giorgia Meloni ha ribadito la linea dura contro le intimidazioni e gli episodi di violenza legati ai blocchi, sottolineando la necessità di garantire la libera circolazione delle merci e tutelare cittadini e attività economiche. La protesta ha provocato disagi soprattutto nel Mezzogiorno: mentre in Sicilia e Calabria alcune associazioni hanno sospeso il fermo, in Campania persistono criticità nei trasporti e negli approvvigionamenti. Il governo chiede ora il ripristino della normalità, mentre gli autotrasportatori attendono risposte concrete sul caro carburante.
Sicilia e Calabria verso la ripresa
In Sicilia, l’Associazione imprese autotrasportatori siciliani (Aias) ha annunciato la sospensione della mobilitazione dopo un confronto istituzionale a Catania. Anche il Comitato trasportatori siciliani ha revocato il fermo. In Calabria, Fedralog ha scelto di interrompere temporaneamente l’astensione dai servizi per lasciare spazio al dialogo con il governo. La decisione non chiude però la vertenza: gli operatori attendono risposte concrete e valutano nuove iniziative qualora il confronto non produca risultati soddisfacenti.
Gela mantiene il presidio, mentre crescono i disagi
La situazione resta più complessa in altre zone. A Gela, in provincia di Caltanissetta, alcuni autotrasportatori hanno deciso di proseguire la protesta lungo la strada statale 117 bis, contestando l’assenza di risultati concreti e il mancato abbassamento del prezzo del gasolio. In Campania, diversi operatori intendono continuare la mobilitazione almeno fino al 27 ottobre, data del prossimo confronto con il ministero. I blocchi e i rallentamenti possono creare problemi alle consegne, ai supermercati e ai distributori, con possibili ripercussioni sull’approvvigionamento delle merci.
Il 27 ottobre il prossimo confronto decisivo
Il governo punta a riportare la situazione alla normalità attraverso gli aiuti economici e il dialogo con le rappresentanze del settore. Gli autotrasportatori, però, chiedono interventi immediati contro il caro carburante e garanzie sulla liquidità delle imprese. La sospensione di alcuni blocchi rappresenta un segnale di distensione, ma la protesta resta aperta dove gli operatori non riconoscono progressi sufficienti. Il confronto del 27 ottobre potrebbe quindi segnare un passaggio decisivo per evitare nuove interruzioni nella distribuzione delle merci.
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