lunedì 5 Ottobre 2026

Caso Yara, Corte d’Assise di Bergamo boccia difesa Bossetti: non può vedere reperti

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – La Corte d’Assise di Bergamo (quale dell’esecuzione) ha respinto la richiesta della di Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, di procedere allo svolgimento “di accertamenti tecnico-scientifici su reperti e campioni biologici tuttora esistenti”. L’iniziativa dei legali, gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, era emersa solo dopo la recente consegna alla difesa della documentazione fotografica ad alta risoluzione realizzata dal Ris di Parma durante le indagini. Dopo il no, arrivato a poche ore dall’udienza, è possibile il ricorso da parte dei legali. 

Per la Corte d’Assise, giudice dell’esecuzione, “nessun dubbio è ammissibile in ordine alla presenza sull’indumento intimo della vittima (slip, ndr) del Dna del condannato”, si legge nel di 12 pagine con cui ha rigettato l’istanza difensiva dello scorso giugno. La richiesta della difesa di Bossetti di esaminare i reperti ancora conservati non potrebbe consentire un risultato diverso, per chi giudica, ma si risolverebbe in “pretesa rinnovazione delle verifiche biologiche e genetiche” alla luce di nuove metodologie scientifiche. 

La richiesta dei difensori è “mancante sia del requisito di specificità – riferibile non solo agli accertamenti da effettuare, ma anche e soprattutto all’oggetto delle attività richieste – sia del requisito della novità della prova, trattandosi di una rivalutazione di aspetti già ampiamente trattati nel corso del (uno fra tutti il tema, qui presentato come nuovo, ma che tale non è, della potenziale presenza di liquido seminale nei campioni analizzati, argomento affrontato nell’esame dibattimentale)”, si legge.  

Inoltre, se l’attività difensiva è diretta alla di “potenziali” ulteriori “tracce non investigate e profili genetici differenti, il cui stesso rinvenimento costituisce un esito meramente eventuale e ipotetico” per la Corte d’Assise di Bergamo “quand’anche conseguito, non assumerebbe comunque carattere decisivo, poiché non sarebbe idoneo a modificare in termini sostanziali il complessivo quadro probatorio che ha condotto alla condanna di Bossetti”. Quanto alla richiesta di avere, in formato Excel, anche in forma anonima, il file contenente le caratterizzazioni genetiche eseguite dal Ris, la risposta dei giudici è secca: “L’elenco cartaceo (pienamente corrispondente, nei contenuti, a quello oggi richiesto come file Excel), è stato messo a disposizione delle parti in un formato decisamente ingrandito (…), sicché esso, per qualità di stampa e dimensione del carattere, risulta pienamente leggibile e consultabile”. 

“Faremo sicuramente ricorso. Come ho fatto notare alla Corte ci sono voluti 7 anni per vedere le foto, 8 ricorsi per , oltre 400 pagine di atti solo nella fase esecutiva per arrivare a discutere oggi. Non ci arrendiamo, ci rivolgeremo alla Procura competente”, ha detto l’avvocato Salvagni all’Adnkronos. 

“La montagna ha partorito il topolino! Come disse la pm Ruggeri nell’indagine di a suo carico, la difesa non deve vedere né ora né mai quei campioni e quei reperti, né per la revisione né per altro. Effettivamente così è andata anche oggi nonostante le incredibili evidenze portate all’attenzione della Corte”, ha aggiunto il legale. 

“Sicuramente faremo l’ennesimo ricorso per Cassazione (il nono), ma penso sia giunto il momento che sia investita anche qualche per approfondire evidenti chiamiamole anomalie e capire se queste siano l’indice di qualche reato”, ha concluso. 

“Si vuole fare un Garlasco 2, ma faremo il possibile per evitarlo”, ha affermato l’avvocato Enrico Pelillo che insieme al collega Andrea Pezzotta rappresenta i genitori di Yara Gambirasio, Maura Panarese e Fulvio Gambirasio. 

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