Il governo rafforza il principio del «chi rompe paga» con il nuovo decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri il 20 ottobre 2026. Il provvedimento introduce procedure più rapide per ottenere il risarcimento dei danni provocati durante manifestazioni violente e interviene anche sulla responsabilità economica delle famiglie quando gli autori sono minorenni. La misura punta a tutelare i proprietari dei beni danneggiati e a ridurre i tempi necessari per chiedere il pagamento delle somme dovute.
Beni pubblici e privati, due procedure differenti
Le nuove disposizioni distinguono tra danni al patrimonio pubblico e danni ai beni privati. Nel primo caso, quando qualcuno danneggia una pensilina, un semaforo o un mezzo delle forze dell’ordine, il prefetto può avviare la procedura per richiedere il pagamento delle somme necessarie al risarcimento. Per i danni a negozi, vetrine e automobili, invece, il proprietario può rivolgersi al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo. Chi riceve il provvedimento conserva la possibilità di contestarlo nelle sedi competenti, ma la procedura consente al danneggiato di agire più rapidamente per recuperare le somme.
Minorenni, responsabilità anche per i genitori
La questione assume particolare rilievo quando gli autori dei danneggiamenti non hanno ancora compiuto diciotto anni. Il decreto prevede infatti misure che coinvolgono i genitori e chi esercita la responsabilità genitoriale. Per alcune condotte violente dei minori, la disciplina contempla inoltre una sanzione amministrativa da 500 a 1.000 euro, che può arrivare a 2.000 euro in caso di reiterazione. Le disposizioni mirano a contrastare il ripetersi degli episodi e a responsabilizzare le famiglie, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa.
Le altre misure contro le violenze durante i cortei
Il provvedimento comprende anche altre misure per contrastare i disordini nelle manifestazioni pubbliche. Tra queste figura il nuovo reato di partecipazione violenta a una manifestazione, con pene che possono arrivare a cinque anni di reclusione e a 20.000 euro di multa nei casi previsti. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sintetizzato la linea del governo con queste parole: «Chi rompe paga e se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori». Il decreto interviene inoltre sulle misure preventive e sulla disciplina relativa alla criminalità minorile. Le nuove disposizioni dovranno trovare applicazione secondo le modalità e i tempi previsti dal testo normativo.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





