mercoledì 14 Ottobre 2026
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Cinisello Balsamo, il neonato sta meglio: lo chiameranno Leone

Il piccolo trovato in un sacchetto di plastica è ricoverato al Niguarda, respira autonomamente. Gli investigatori esaminano le telecamere per ricostruire l'accaduto e identificare la madre

Di Redazione
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Arrivano notizie incoraggianti sul neonato trovato lunedì 12 ottobre a Cinisello Balsamo, nell’hinterland milanese. Il piccolo si trova all’ospedale Niguarda di , dove i medici continuano a monitorare le sue condizioni. Secondo gli aggiornamenti diffusi il 13 ottobre, il bambino respira autonomamente e presenta un quadro clinico complessivamente stabile. Al momento del ritrovamento aveva una lieve ipotermia, ma i soccorritori sono intervenuti tempestivamente, permettendo al di avviare le cure necessarie.

L’assessore regionale al Guido Bertolaso ha visitato il neonato e ha spiegato che il personale ospedaliero lo assiste con grande attenzione. I medici attendono che il piccolo inizi ad alimentarsi regolarmente e proseguono gli accertamenti per seguirne il recupero. Non è ancora disponibile una data per le dimissioni.

La proposta del nome

Tra le notizie che hanno suscitato maggiore emozione c’è la proposta di chiamare il bambino Leone, in riferimento a Leone XIV. L’idea è arrivata da Bertolaso, che ha indicato nel nome un di forza e speranza per il piccolo. La vicenda ha inoltre suscitato numerose manifestazioni di solidarietà, con persone disponibili a offrire vestiti, coperte e altri oggetti utili.

Diverse famiglie hanno manifestato interesse per un’eventuale . Tuttavia, queste disponibilità non comportano un affidamento automatico: le autorità competenti dovranno seguire le procedure previste dalla legge e tutelare innanzitutto gli interessi del bambino.

Le indagini per trovare la

Intanto, la Polizia prosegue le indagini per ricostruire le circostanze dell’abbandono e identificare la madre. Una che passeggiava con il cane ha trovato il neonato in un sacchetto di plastica, dopo aver sentito dei vagiti provenire dalla zona verde nei pressi di via Monte Ortigara e via Pasubio. La donna ha subito chiamato i soccorsi.

Gli investigatori stanno esaminando le immagini delle telecamere di sorveglianza e svolgendo verifiche anche negli ospedali lombardi, alla di elementi utili a ricostruire le ore precedenti al ritrovamento. Secondo le prime ricostruzioni, il bambino sarebbe nato poche ore prima. Al momento, le informazioni disponibili non confermano l’identificazione della madre.

L’appello alle donne in difficoltà

Bertolaso ha ricordato che le donne che affrontano una gravidanza difficile possono rivolgersi alle strutture sanitarie per partorire in sicurezza e scegliere, nei modi previsti dalla legge, di non riconoscere il neonato mantenendo l’anonimato. Questa possibilità tutela la salute della madre e del bambino, evitando situazioni pericolose.

La vicenda resta aperta: mentre il personale del Niguarda continua ad assistere il piccolo, gli investigatori cercano risposte sull’abbandono. Le condizioni stabili del neonato rappresentano il primo segnale positivo, in attesa di ulteriori aggiornamenti sulle indagini e sul suo futuro.

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