martedì 6 Ottobre 2026

‘Energia senza frontiere’ al Festival del Cambiamento, Talò: “Messaggio contro il catastrofismo”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Diversificare e agire contro il catastrofismo perché “solo gli ottimisti fanno il “. Si chiude oggi la quinta edizione del Festival del Cambiamento, due giornate tra Trieste e Gorizia (5-6 ottobre) per parlare di ‘Energia senza frontiere’. Un’iniziativa organizzata dalla di Venezia Giulia, presieduta da Antonio Paoletti, con il sostegno di International Strategic Network (Isn) e Med-Or Italian Foundation. 

Il Festival ha riunito rappresentanti di istituzioni, imprese, università e per affrontare le grandi sfide legate alla degli approvvigionamenti e alla transizione energetica. Al centro del confronto il nuovo quadro geopolitico dell’energia, le infrastrutture e tecnologie per la transizione, fino all’impatto dell’intelligenza artificiale sulla domanda energetica e sulle materie prime . L’ambasciatore Francesco M. Talò, socio fondatore Isn, fa il punto con Adnkronos: “Negli interventi che abbiamo ascoltato è prevalsa l’esortazione ad essere ottimisti perché, l’ha detto oggi Alec Ross, solo gli ottimisti fanno il cambiamento e il cambiamento è necessario se vogliamo migliorare delle cose che attualmente riteniamo non soddisfacenti”. 

“Parlare di energia è ovviamente indispensabile ed è importante farlo con una visione globale – osserva – Quasi tutta l’energia che noi consumiamo non è prodotta nel nostro Paese; l’Italia, quindi, è fortemente dipendente dagli eventi che si sviluppano nel mondo”. Pensiamo a ciò che sta avvenendo nello Stretto di Hormuz. “Gli , però, ci hanno ricordato come, ad esempio, la crisi petrolifera degli anni ’70 abbia avuto effetti molto più gravi”, premette Talò. 

“Quando è scoppiata la guerra con l’Iran c’era il timore di scenari apocalittici per la nostra economia che certamente è stata colpita, la crisi è innegabile, ma c’è stata anche una capacità del sistema di adattarsi e la parola chiave che praticamente tutti hanno ripetuto è ‘diversificazione’ – prosegue – Ciò che serve non è tanto l’autosufficienza che è impossibile; la cosa importante è non dipendere troppo da una singola fonte, da un singolo Paese, da una singola rotta ma diversificare, come negli ultimi anni è stato fatto”. 

Parola chiave anche in tema di materie prime come i minerali critici necessari per lo sviluppo delle nuove tecnologie comprese quelle impiegate nel settore energetico. “Il rischio è che si creino nuove dipendenze. Pensiamo, per esempio, alla Cina per quanto riguarda i minerali critici, in particolare per le terre rare. E’ quindi molto importante la nostra per diversificare attraverso partnership con i Paesi produttori, recuperando la centralità dell’industria mineraria che era stata un ‘ dimenticata”, sottolinea.  

“In sintesi, dunque, le parole d’ordine di questi due giorni di confronto sono: diversificazione e ottimismo, cioè fare e non essere bloccati dalle pastoie burocratiche che purtroppo contraddistinguono l’Italia e l’Europa – conclude Talò – E’ importante anche incontrarci in un posto come il Friuli Venezia Giulia, dove si sta sviluppando il progetto transfrontaliero dell’Hydrogen Valley, basato sull’idrogeno verde, che unisce Frili Venezia Giulia, Slovenia e Croazia”. 

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