venerdì 23 Ottobre 2026

Esmo 2026, Di Maio (Aiom): “Italia protagonista della ricerca oncologica internazionale”

Di La Sintesi Online
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() – “L’ si conferma tra i protagonisti della oncologica internazionale. Essere il terzo Paese al mondo per numero di abstract presentati e accettati al Esmo, dopo Stati Uniti e , è motivo di grande soddisfazione e orgoglio”. Così Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), all’apertura del congresso della Società europea di oncologia medica – Esmo 2026, in corso a Madrid. Con circa 40mila partecipanti e 4mila contributi scientifici presentati, l’appuntamento rappresenta un’importante occasione di confronto e collaborazione internazionale. “Nonostante le difficoltà che la ricerca in Italia deve affrontare ogni giorno, la comunità oncologica italiana è viva, produce risultati e li condivide con il resto del mondo. Non siamo qui soltanto da spettatori, ma da protagonisti”, sottolinea Di Maio. 

Un altro tema centrale è l’accesso alle nuove terapie. “Spesso – osserva il presidente degli oncologi – diamo per scontato che i risultati positivi presentati congressi si traducano rapidamente nella disponibilità dei per i pazienti. In molte parti del mondo, però, non è così: alcune innovazioni restano confinate alle pubblicazioni scientifiche e non arrivano nella pratica clinica”. In Italia, “nonostante i tempi necessari per le valutazioni e le procedure di negoziazione dei prezzi, i pazienti hanno potuto accedere a una quota molto elevata delle nuove terapie approvate. Un percorso che richiede di conciliare l’ con la economica del Servizio sanitario nazionale, chiamato a garantire le cure a tutti”, aggiunge. 

“I nuovi trattamenti possono avere costi molto elevati ed è necessario trovare un equilibrio tra l’accesso all’innovazione e la sostenibilità del sistema pubblico. Anche in Europa, che consideriamo complessivamente una realtà privilegiata, l’accesso alle cure non è uguale in tutti i Paesi. La possibilità di beneficiare delle terapie innovative è un patrimonio prezioso, che dobbiamo continuare a tutelare”, conclude. 

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