martedì 6 Ottobre 2026

Garlasco, scontro in tv tra l’avvocata di Sempio e Massimo Giletti: “Non sono super partes? Mi dimetto”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Scintille nello de “Lo stato delle Cose” nella puntata andata in onda ieri sera, lunedì 5 ottobre, su Rai 3. Protagonisti dello l’avvocata Angela Taccia, che assiste Sempio, indagato per il delitto di Garlasco, e il conduttore . Dopo aver discusso dei presunti errori commessi nel corso delle sulla morte di Chiara Poggi, avvenuta il 13 agosto 2007, il confronto tra i due si infiamma. In particolare, quando Giletti afferma che i sono convinti che Sempio abbia visto dei video intimi della prima di tentare un approccio che sarebbe stato respinto. “C’è una intercettazione. Lui parla di una pennetta, è del 14 aprile 2025, è in da solo, lui stesso dice che deve smettere di fare monologhi, cita le tre telefonate e parla di un video intimo in una pennetta”. 

Taccia ribatte che “le cose vengono sempre analizzate sulla base della parte che interessa. C’è la consulenza della , che sottolinea come non ci sia alcuna evidenza che lui li abbia , oltretutto Chiara Poggi ha sempre avuto quella pennetta nella sua disponibilità”. A questo punto Giletti tira in ballo il collega Gianlugi Nuzzi: “Stranamente ho visto a Quarto Grado Sempio, vanno sempre lì, mi fa piacere. Però lui dice che è un soliloquio, un monologo”.  

 

“Io non colgo la sua provocazione”, replica l’avvocata, aggiungendo: “Lui va dove la conduzione gli sembra super partes. Ambasciator non porta pena”. Infine, l’affondo di Giletti: “Non sono super partes? Va bene, allora mi dimetto”. Il confronto tra i due continua, sempre sulla famosa chiavetta, fino a quando Giletti conclude: “Secondo lei la nostra ricostruzione è falsa, ne prendo atto, lo scopriremo la prossima settimana”. E Taccia ribatte: “Non ho detto che è falsa, probabilmente avete capito male la consulenza Dal Checco. Non c’è alcuna evidenza che Sempio abbia visto quei benedetti porno, nemmeno del contrario, ma siamo in un sistema garantista, che vi piaccia o non ci piaccia, c’è una presunzione di innocenza”. 

 

 

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