giovedì 22 Ottobre 2026
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Gli avversari di Netanyahu denunciano il rischio di una deriva fascista

Il 27 ottobre gli israeliani sceglieranno il nuovo Parlamento in un clima di forte polarizzazione: il premier presenta la competizione come uno scontro decisivo tra destra e sinistra

Di Redazione
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Le elezioni israeliane del 27 ottobre 2026 si trasformano in un referendum sul del Paese e sulla leadership di . Le forze che vogliono porre fine al suo governo denunciano il rischio di una deriva autoritaria e contestano l’alleanza del premier con i partiti della destra radicale e religiosa. Il dibattito coinvolge il ruolo della magistratura, la libertà d’informazione e gli equilibri dello Stato.

L’ denuncia il rischio autoritario

Tra le voci più critiche figura Ofer Cassif, esponente della sinistra israeliana e della lista congiunta araba, che definisce fascista l’attuale governo e promette di impegnarsi per mandarlo all’opposizione. Anche Yair Lapid chiede un fronte ampio contro gli estremisti. Le critiche riguardano soprattutto i tentativi di ridimensionare i giudiziari sull’esecutivo e il rafforzamento dell’influenza sui mezzi d’informazione.

Netanyahu rilancia lo scontro tra destra e sinistra

Il premier respinge le accuse e presenta le elezioni come una scelta tra due visioni contrapposte. Nei suoi elettorali sostiene che una vittoria degli avversari consegnerebbe il Paese a un governo ostile alla destra e capace di limitare la libertà di espressione. La campagna punta così a mobilitare gli elettori conservatori, mentre le opposizioni cercano di superare le divisioni interne e costruire una alternativa.

Una maggioranza ancora difficile da costruire

La frammentazione politica rende incerto l’esito del voto. Gadi Eisenkot, Naftali Bennett, Yair Golan e altri leader dell’opposizione cercano di coordinare le rispettive forze, ma restano distanze sulle alleanze e sulla composizione di un eventuale esecutivo. Anche i partiti arabi potrebbero risultare decisivi per raggiungere la maggioranza parlamentare. La consultazione del 27 ottobre stabilirà quindi non soltanto chi governerà, ma anche quale direzione politica prenderà Israele nei prossimi anni.

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