(Adnkronos) – E’ di tre cittadini sauditi uccisi e diversi cittadini stranieri residenti nel regno feriti il bilancio di due attacchi condotti contro l’aeroporto internazionale ‘King Khalid’ di Riad. Lo ha reso noto l’Aviazione civile saudita in un comunicato. Il primo attacco ha preso di mira infrastrutture dello scalo, mentre il secondo un aereo della compagnia di bandiera saudita (Saudia Airlines). Il traffico aereo è ora tornato alla normalità. Due giorni fa, altre tre persone – tutte di nazionalità straniera – erano morte in attacchi lanciati dagli Houthi contro l’aeroporto di Riad e quello di Abhan, nel sud dell’Arabia Saudita.
Una delle vittime è un pilota di Saudia Airlines, come riporta al-Arabiya, tv satellitare di proprietà saudita, precisando che la compagnia aerea ha reso noto che si tratta del pilota Hamoud Ali al-Kalthami. La compagnia aerea ha anche precisato che non c‘erano passeggeri a bordo del velivolo danneggiato nell’attacco.
Oltre 330 voli sono stati cancellati all’aeroporto internazionale ‘King Khalid’ di Riad dopo l’attacco missilistico rivendicato dagli Houthi dello Yemen, che hanno dichiarato di aver colpito lo scalo con un missile balistico. Secondo Flightradar24, le cancellazioni hanno riguardato il 45% degli arrivi e delle partenze programmati.
L’attacco avrebbe danneggiato un aereo passeggeri della compagnia saudita Saudia, che avrebbe preso fuoco mentre era parcheggiato vicino a un terminal. Diverse compagnie aeree hanno sospeso o cancellato i collegamenti con Riad. Come evidenziano i media indiani, Air India, Air India Express e Lufthansa hanno interrotto i servizi, mentre IndiGo ha cancellato i voli fino al 9 ottobre.
Intanto, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha condannato gli attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita. “In conformità con l’Accordo di Difesa della Mecca e le decisioni recentemente prese dal suo Comitato Strategico Politico e di Sicurezza, ci impegniamo a tutelare la sovranità, l’integrità territoriale e la sicurezza dell’Arabia Saudita. Gli Houthi devono fermare questi attacchi”, ha scritto sulla piattaforma social X.
Sempre il Pakistan ha poi fatto sapere di aver dispiegato un numero “consistente” di forze armate in Arabia Saudita con finalità difensive .Ad annunciarlo è il portavoce del ministero degli Esteri pakistano. “Dal Pakistan abbiamo già dispiegato a Riad un numero consistente di militari e risorse”, ha sottolineato ai giornalisti il portavoce del Ministero degli Esteri, Sajjad Haider Khan precisando che il personale militare pakistano presente in Arabia Saudita “non attraverserà il confine per condurre attacchi contro gli Houthi, ma è naturalmente impegnato nella difesa del territorio”.
Per ora il vertice tra i leader dei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo e degli Stati membri dell’Ue previsto a Riad il 24 ottobre è confermato, malgrado i missili degli Houthi yemeniti che hanno colpito l’aeroporto della capitale saudita. “Il vertice è convocato e i preparativi vanno avanti”, spiega una fonte Ue. Ovviamente, tutto dipenderà dalle condizioni di sicurezza nella capitale saudita, a quanto si apprende. L’Ue sarà rappresentata, se il vertice potrà tenersi, dai presidenti Antonio Costa e Ursula von der Leyen.
Intanto, i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, affermano di aver colpito una “gasiera enorme, carica di Gpl, la Nv Sunshine”, che stava “tentando di passare da una rotta illegale” a sud dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera dopo le segnalazioni arrivate da Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations) in merito a un “incidente” a 13 miglia nautiche a ovest di Al Jazeera, negli Emirati arabi uniti, dove “un proiettile” ha colpito un’imbarcazione provocando un incendio, che nel frattempo è stato spento. I Pasdaran parlano di una nave interessata da “un grande incendio nella sala macchine”. Al momento non è comunque chiaro se si tratti dello stesso episodio.
Nella dichiarazione rilanciata dalla tv satellitare, i Pasdaran ripetono che la loro “Marina è responsabile per la gestione dello Stretto di Hormuz”, che “non consentirà la presenza di eserciti aggressivi in questa regione” e risponderà “con determinazione a tentativi del nemico di ostacolare questa gestione”.
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